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Biografia
Maria
Antonietta Pappalardo

A cavallo tra il XX e il XXI secolo sulla scena del mondo musicale
è arrivata Deborah Anne
Dyer, armata di voce impudica, di
fisico bestiale, di orgoglio consapevole, di poetica del limite. Si fa chiamare Skin
(Pelle) e il nome la veste come una guaina nera e flessuosa, ma per molte
donne - inclusa la scrivente - è la Calliope del terzo millennio come
Janis Joplin lo è stata del secondo millennio.
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Negli anni novanta
la scopriamo anima e voce degli Shunk Anansie, un quartetto
multirazziale che crea testi ribelli alla cultura dominante e nuova musica
come fusione di rock, funk e metal vendendo in pochi anni quattro milioni di dischi;
negli anni duemila l'ascoltiamo solista del febbricitante "Fleshwounds",
un album già in vetta alle classifiche che la consacra
cantautrice di altissimo livello per la creazione armonica raggiunta
con testi introspettivi, timbri ribelli ai sentimenti assoluti e
derive di suoni rock e soul. "Le canzoni degli Skunk Anansie parlavano
molto del mondo. Questo album invece parla esclusivamente di me",
sintetizza la stessa
Skin. |
Deborah Anne Dyer nasce il 3 agosto 1967, a Brixton, un quartiere a sud di Londra, da madre giamaicana. Sembrano, queste,
quattro informazioni banali date per dovere di biografia: Deborah nasce in
agosto, nel 1967, a Brixton, da madre nera; contengono, invece,
come vediamo qui di seguito, il
destino e insieme le scelte fondamentali della grande cantautrice.
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Il glifo del Leone |
Nascere
ad agosto è nascere sotto il segno del Leone.
Non è un caso che uno dei soprannomi dati a Deborah dai compagni delle scorribande
giovanili fosse Lippy
il Leone. La parola
"Leone" deriva dal latino, con un antico aggancio al
termine greco che vuol dire "staccare, ferire" e indica
il percorso zodiacale di individualizzazione della persona che prende coscienza di sé e si
stacca dalla massa, dal gruppo, anche a costo di ferirsi e ferire.
Il Sole, reggente del Leone, che con la sua sola presenza creativa
fa crescere la Vita, è veicolo delle qualità di tre pianeti: di
Giove, pianeta della sintesi; di Nettuno, che regola l'aspirazione
all'evoluzione sui piani più alti della realizzazione; e di
Urano, il dominatore della personalità attraverso l'anima. |
Sintesi, evoluzione, anima. Sembra
di veder scorrere la vita musicale percorsa da Deborah, sulla quale si stagliano pietre miliari
significative già dai titoli quali "Vendendo Gesù",
"Piccola swastikkka", "Non ho paura", "Lei
è la mia eroina", "Non abbiamo bisogno di ciò che
credi di essere", "Sì, è dannatamente politico",
"Ascolta te stessa" (1). Ma gli
eccessi delle qualità leonine possono far diventare la donna di
questo segno, generalmente socievole e gioiosa, una persona intrattabile. Se punta nell'orgoglio, del
tutto insopportabile: si isola, accumula rabbia, diventa violenta,
non si vendica ma spesso non perdona. Anche quando appare
rassegnata, la sua
malinconia ha note passionali, crude, cocenti. E' quanto è
successo a Deborah in questi due anni separata dalla band degli
Skunk, durante i quali ha voluto vivere intensamente l'amore per
un'altra donna, soffrire violentemente per le slealtà ricevute,
isolarsi, rielaborare la rabbia recente e le delusioni passate per
poi partorire quel capolavoro di nudità poetica e
musicale che è "Fleshwounds".
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Solo perché ti senti
bene,
non vuol dire che tu
abbia ragione. (2)
dal brano
"Edonism" (Stoosh, 1996)
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Nascere
nel 1967 significa essere
allattate con il vino della contestazione sessantottina e imparare
ad amare il proprio corpo di donna nonostante l'odio giornaliero verso un'altra donna
graziosa, benvestita, luciferina: Margaret Thatcher. Nascere nel
1967 a Londra come immigrata di seconda generazione significa far
tesoro delle esperienze vissute dai propri genitori e avere
l'opportunità di acquisire conoscenze e
linguaggi atti alla ribellione non violenta, una ribellione che
colpisce la mente anziché il corpo dell'avversario.
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Londra
Una manifestazione londinese del 1 maggio

I
poliziotti londinesi, detti bobbies
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Nascere
a Brixton non è come venire
al mondo a
Londra centro o a Londra nord. A Brixton oggi la maggioranza della popolazione
è composta da immigrati asiatici, africani e caraibici. Negli anni della
ricostruzione postbellica furono
indotti a lasciare il centro e a concentrarsi a sud di Londra grazie all'offerta di alloggi
economici e di posti di lavoro, nonostante fossero già frequenti e
gravi gli episodi di discriminazione razziale.
Nell'aprile del
1981, con la Thatcher al potere e i poliziotti tra i più razzisti nelle
strade del quartiere, Brixton fu messa a ferro e fuoco per quattro lunghissimi
giorni. Gli scontri tra poliziotti e immigrati furono così violenti, i morti e i feriti tra
gli abitanti furono così numerosi, lo scempio delle case e dei
negozi fu così atroce che Brixton divenne il simbolo della
resistenza della comunità black. "Brixton è uno strano
posto, perché è famoso per i suoi tumulti." -
osserva Skin - "Attualmente, come società, è molto meno peggio di
Camberwel o Peckam. Ma sembra proprio che si trasferiscano lì
quando vogliono una sanguinosa rivolta".
E gli attentati non
si contano, approfittando che la maggior parte dei bobbies del
posto hanno in tasca la tessera del "National Front".
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Piccoli esempi. Il 17 aprile 1999 il gruppo filonazista "I
Lupi bianchi" fece un attentato davanti ad un Supermercato
mandando all'ospedale 50 cittadini. Nel 2000 Stephen Lawrence fu accoltellato da
cinque bulli dei quartieri bianchi, che, pur identificati, non
furono mai condannati. Nel più vicino 2001, il 18 luglio, un poliziotto
ha ucciso un
giamaicano perché gli era sembrato di vedere una pistola tra le
mani... ma era un accendino.
E' in questo contesto che bisogna
leggere e comprendere i versi di Skin che sconcertano i
benpensanti, quali quelli del loro primo singolo "La piccola
svastikkka":
Chi
ha messo la piccola swastikkka sul muro?
......
Non
era molto alto, non può aver avuto più di quattro anni.
....
Gli
insegnate da piccoli
così
piccoli, così innocenti, così giovani.
Fatti
così dolcemente, cresciuti
nel vostro veleno.
E
rabbrividire al gemito spezzato della voce di Deborah che sussurra
verso la fine del brano, con
incredulità e sincerità:
Chi
ha calciato la testolina del bambino contro il muro?
Noi
abbiamo calciato la testolina del bambino contro il muro. (3)
| Nascere
da madre giamaicana
significa nascere da un popolo - quello caraibico -
costretto alla perenne peregrinazione, ma vuol dire anche stanziarsi a Londra negli anni cinquanta e dopo cinquanta anni
essere ancora guardati - nonni, genitori e figli - come
immigrati, come intrusi. "Ero
molto spaventata da lei" - confessa
Skin, parlando della madre -
"In qualche modo ella era molto violenta, perché la violenza
è ciò che hai imparato in Giamaica". La
madre di Deborah allevò quattro figli quasi da sola, lavorando
come nurse, in quanto suo marito - che faceva lavori di vario tipo -
non c'era quasi mai e quando c'era ogni discussione diventava un
bisticcio.
E' grazie alla madre che Deborah acquisisce idee chiare
rispetto al genere e alla politica delle cure domestiche. "Mio
padre tentò di farsi stirare le camicie e di farsi rimpinzare, e
mia madre si oppose. Imparai a dire no perché avevo il sostegno
di mia madre. Ella insegnò ai miei fratelli come stirare i panni
e noi quattro pulivamo tutti la casa. Ero veramente trattata con
equità. Per cui appresi, fin dalla tenera età, la consapevolezza
di ciò che era giusto e ciò che non lo era. Penso che tutto
questo sia politico. La maggior parte delle cose è politica -
nelle relazioni e nei luoghi di lavoro soprattutto".
Per incoraggiare l'indipendenza dei suoi figli, oltre che
istituire le pari opportunità in famiglia, la madre si accollò
la frequenza della scuola serale di tutti e quattro i ragazzi.
Incline alla politica nell'accezione di trasformazione
dell'esistente, ella lentamente salì i ranghi del Consiglio
di Lambeth e diventò Capo del Dipartimento dell'Ambiente, facendo
parte della Commissione consultiva di polizia dopo i tumulti di
Brixton. "Imparai tanta politica da
mia madre," - ricorda Deborah - "perché
ella combatteva sempre per tante cose all'interno della
comunità". L'amore per la musica nacque
nell'infanzia in un club creato appositamente per gli anziani
neri.
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SKIN
IN CONCERTO

La maglietta con la
scritta "rock clitorideo"
La magica simbiosi che Skin crea con il
pubblico |
"I miei nonni correvano a
questo club. Muhammed Alì ci andava spesso. I miei primi ricordi:
eravamo seduti sulle scale e guardavamo le persone che, stipate
nel club, ballavano il reggee e lo ska". E coltivò
questo amore ascoltando la collezione di dischi
della madre. Skin ha, infatti, un bellissimo ricordo delle canzoni di Dionne
Warwick, che era la cantante preferita di madre e figlia. "Man
mano che crescevo, mia madre suonava Dionne tutto il giorno. Era
il leit motive della mia adolescenza. Particolarmente mi piaceva 'Raindrops
keep falling on my head' ".
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Ha
cercato di intellettualizzare il mio essere nera,
di
renderlo più facile per il suo essere bianco.
Ha
cercato di intellettualizzare il mio essere nera,
di
salvarmi. (4)
dal
brano "Intellectualise my blackness" ("Paranoid
& sunburnt", 1995)
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Deborah Anne
Dyer impara in questo ambiente
ad avere la pelle dura: si rade la testa come "la
ribelle" inglese degli anni '70 Sinéad O' Connor, si infila
pantaloni da maschiaccio, scrive versi ispirati da una chiara
visione politico-sociale e comincia a cantare nella sua band scolastica di
Brixton, impressionando subito per la sua carica esplosiva e la sua
bravura vocale. Solo molti anni dopo incontrerà per caso il bassista
Cass, il batterista Robbie e il chitarrista Ace,
con i quali riuscirà a delineare la line-up degli Skunk Anansie.
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LA PRIMA
FORMAZIONE DEGLI SKUNK ANANSIE
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Martin Ivor Kent (Ace) alla chitarra |

Deborah Anne Dyer (Skin), cantautrice |

Richard Keith Lewis (Cass) al basso |
Nel
1994 la band diventa una realtà ed è formata
da:
Martin Ivor Kent (Ace) alla
chitarra, Richard Keith Lewis (Cass) al basso, il batterista Robbie France e ovviamente Deborah Anne
Dyer (Skin) voce del gruppo. Il batterista Mark Richardson entrerà nel gruppo
in un secondo momento, nel 1996. Il nome è
formato da "Skunk" che significa 'puzzola' e "Anansie",
che è un'entità spirituale a forma di ragno
nella tradizione religiosa del Ghana e che, nel paese natale di
Skin, la Giamaica, è uno spirito
maligno, metà uomo e metà ragno.
Il primo singolo non
proprio ufficiale viene diffuso dalla radio BBC e si tratta di
"Little baby swastikkka", che fa leva su un tipo di energia alla
Rage Against The Machine.
Visto
il successo, la band tiene una incessante serie di concerti allo
Splash Club di Londra nel marzo 1994, mandando in delirio gli
spettatori. Firmano per la piccola casa discografica One Little
Indian Records
e il debutto ufficiale
avviene con "Selling Jesus" nel marzo '95 che, per il suo
contenuto controverso, suscita ancora più interesse nella band
rispetto alla fama "live" già posseduta ed entra di
prepotenza nelle Top 50 inglesi. Lo stesso singolo entra nella
colonna sonora del film "Strange days" di
Kathreen Bigelow (in cui tra
l'altro è presente anche la loro inedita "Feed") ed è
poi seguito da un'altra coppia di furiose missive indie-metalliche
sotto la forma di "I Can dream" e "Charity",
mentre la band si aggancia alla compagna di etichetta Bjork nel
suo singolo "Army Of Me".
"Paranoid & Sunburnt",
il primo album degli Shunk
Anansie, esce il 18 settembre 1995 e in
poche settimane entra nella Top Ten britannica. Esso comprende
undici brani arrabbiati e intensi che spaziano dal heavy rock alle
gutsy ballads e sono eseguiti con stile, grinta e
convinzione. I testi di Skin, lucidi e potenti anche laddove
risultano piuttosto ermetici, affrontano con
franchezza e originalità temi come sesso, religione, razzismo,
femminismo. Prodotto
da Sylvia Massey (la produttrice di Prince) e dagli Skunk Anansie, il disco è
missato da Andy Wallace, il quale ha lavorato per star come Nirvana, Faith No More, Jeff
Buckley, Bad Religion. Di grande successo (Top 20) il singolo "Weak",
canzone dai toni soul e associabile nel grido catartico di
Skin a Patti Smith. Pur subendo le influenze di Sex Pistols, Public
Enemy, Black Sabbath and PJ Harvey, gli Skunk costituiscono una
band dallo stile originalissimo. In particolare, Skin definisce lo
stile della band "rock clitorideo", benché ella sia
l'unica donna del gruppo.
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Così
cosa sono ora, sono l'ultima dimora dell'amore
sono
tutte le parole dolci che una volta possedevo.
Se
aprissi il mio cuore, non ci sarebbe spazio per l'aria
perché
ti volevo. (5)
dal
brano "Weak" ("Paranoid & sunburnt",
1995)
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L'anno successivo, il
1996, esce
il secondo album "Stoosh": disco della consacrazione internazionale,
merito soprattutto del singolo "Hedonism (Just Because You
Feel Good)", gettonatissimo in tutte le radio europee e reso
ulteriormente noto per il clamoroso plagio di Zucchero, che ha
clonato pari pari l'attacco in "Puro Amore" (album
"BlueSugar"). Sin dall'apertura, con "Yes
It's
Fucking Political", si percepisce la rinnovata potenza del
gruppo, sottolineata in un crescendo lungo tutta la tracklist.
Skin, peraltro sempre presente come autrice di testi di forte
impatto e denuncia, privi di tabù e mai censurati dal falso
perbenismo di maniera, risulta leader indiscussa, carica di
personalità. Al trio originario si aggiunge il batterista
Mark Richardson, una macchina del ritmo davvero duttile,
capace di alternare senza fratture il backbeat del
reggae e il più epilettico rock and roll.
Notevoli, sopra tutti, Brazen (Weep) e il pezzo pop "Infidelity
(Only You)",
con una mirabile sottolineatura d'archi ed organo hammond a far da
contorno alla sensualità di una Skin particolarmente dolce e
suadente.
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Ti
ho chiamato sfacciata,
ti
ho chiamato puttana proprio in faccia
e
ti ho guardato silenziosamente
e
pubblicamente screditata.
Non
mi sono resa conto
quando
ti sei stretta come una morsa
che
stavi tremando
e
bruciavi dietro il ghiaccio. (6)
dal
brano "Brazen" (Stoosh, 1996)
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Nel 1999 gli Skunk passano
dall'etichetta "One Little Indian Records" alla "Virgin"
e
realizzano il terzo
(ultimo) album "Post-Orgasmic Chill".
Il disco si colloca come uno dei migliori di
fine millennio. Creazione matura, al di sopra dei due precedenti, di forte impatto emozianale.
Skin
lo intuisce prima ancora che inizi la scalata alle classifiche
mondiali:
"Sarà certo uno
dei dischi migliori del 1999 perché l'abbiamo suonato con una maturità
mai avuta prima, dall'inizio alla fine di ogni pezzo. Ne
abbiamo registrati quindici e ne abbiamo poi scelti dodici, ma ogni
brano è diverso dall'altro e tutti hanno pari dignità. Non è falsa
modestia, ma è proprio un grande album. Ci abbiamo messo tanta passione
dentro e ciascuno di noi ha dato il massimo. Io non ho mai cantato così
bene, con tutta l'emozione possibile". L'opera
si presenta, infatti, priva di cali di tensione, dove pezzi duri e serrati da
Master of Rock come la neopsichedelica
"Tracy’s
Flaw" e
"We Don’t
Need Who You Think You Are" di chiara derivazione grunge, si
alternano a splendide ballate come "Secretly" e "You'll
follow me down" esaltate dagli acuti di Skin, per finire
con quel gioiello gospel qual è "I'm not afraid".
La
strumentazione usata si avvale di tecnologia digitale e di
un'orchestra di ben 22 elementi: insomma un album ispirato e
curato in tutti gli elementi.
A chi fa notare che i testi appaiono meno duri sul piano
politico rispetto ai precedenti album, Skin puntualizza
che: "A volte non c'è bisogno di essere
dichiaratamente politici. Ora i nostri testi sono così chiari che non
c'è bisogno di tante spiegazioni programmatiche. L'evoluzione sta nel
non ripetersi, adottando un linguaggio più forte e diretto. Adesso
possiamo permetterci di evitare la staticità degli slogan, perché
esprimiamo un messaggio più articolato e ancora più libertario".
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Mark Richardson,
il bravissimo batterista che entra nella band nel 1996,
dopo l'uscita dell'album "Paranoid & Sunburnt" |

La cover dell'ultimo album degli Skunk
Anansie "Post-Orgasmic Chill" del 1999 |
Agli
inizi del 2001 il mondo del rock è scosso dalle
voci, sempre più insistenti, che gli Skunk Anansie si stanno
sciogliendo e che a volere lo scioglimento sia soprattutto Skin.
Sembra impossibile che un gruppo, proprio al top del successo,
abbia voglia di scomparire dalla scena mondiale. Milioni
di giovani, da Madrid a Copenaghen, da Vienna a Mosca, hanno ancora negli occhi
la visione emozionante degli scatenati Shunk che sul palco
riescono anno dopo anno a dare il meglio di sé.
In Italia, ad esempio, è impossibile dimenticare la sera
del giugno '99, quando a Imola, sul palco dell’ 'Heineken Jammin
Festival' comparve Skin travolta da un boato che si riserva alle
leggende del rock. Pioveva da due giorni e il prato dell’autodromo era un’immensa
piscina di fango. Eppure migliaia di persone rimanevano lì, radicate nella
mota, con gli occhi paralizzati dalla figura di Skin, ammaliante
camaleonte che ora si contorceva sul palco invasa da una rabbia
demoniaca e ora si piegava con angelici sospiri sulla propria
fragilità ("Weak") e inquietudine ("Secretly").
E'
la stessa
Skin, nell'aprile 2001, ad
ufficializzare lo scioglimento del gruppo: "Non
c’è stato nessun singolo evento che abbia provocato lo
scioglimento del gruppo", ella precisa, "Suppongo
che sia andata come in un matrimonio. Quel non so che era
finito. Non ero più contenta e purtroppo non ci divertivamo più
". Gli
Skunk Anansie hanno
evidentemente pagato le conseguenze di un ritmo di lavoro
allucinante da cui sono stati divorati dagli inizi del 1999 alla
fine del 2000 - esibendosi quasi tutte le sere - fino a sentirsene annientati. Per superare lo stress è
arrivata la voglia di riflettere, di darsi una pausa, di
coltivare bisogni più personali. Skin è sincera quando
afferma: "Nella band tutti la pensavamo allo stesso modo, anche se solo io ho
avuto il coraggio di dirlo a voce alta, per prima. Tutti, nel gruppo,
avevano voglia di fare qualcosa di diverso...". E, rimanendo
grandi amici, ogni componente degli Skunk gradualmente prende
una sua strada, comincia a dedicarsi ad
altre attività: Cass pensa a realizzare una serie di
fotografie, Mark lavora ad un cortometraggio, Ace mette mano ad un album solista in collaborazione con
altri
artisti. E Skin? Skin ama il
passato ma ama anche se stessa e avverte che la sua esistenza è
ad una svolta.
Sommariamente,
in base alle interviste rilasciate in questi anni, possiamo dire
che sono state tre le
ragioni per cui Skin ha sciolto gli Skunk Anansie.
La prima ragione: bisogno di normalità, urgenza di dare
spazio alla vita, all'amore, alla solidarietà oltre che al
lavoro. "Essere negli Skunk
Anansie è stata un’esperienza fantastica, ma non avevamo un minuto di
tempo per noi. Il gruppo ti assorbe e non ti fa pensare ad altro. Io a
un certo punto ho capito che volevo migliorare la mia scrittura,
diventare più articolata nel linguaggio musicale, condurre
un’esistenza meno convulsa - meno folle". Seconda ragione:
paura di essere divorata dal successo. E', questa, una paura che
Skin si porta dentro da anni, da quando compose "Ci
vuole passione e coraggio per essere così disinvolta, ma sono
ancora un cliché" e cantava:
Salvami
dall'acclamazione critica
Salva
il mio sorriso che è incrinato dalla fama
Augurami
ogni bene per la mia fantasia (7)
Adagiarsi sul successo
significa alienazione, allontanarsi dalla quotidianità significa
perdere quell'autenticità che costituisce il miracolo della
sua personalità. Skin lo sa e teme che con il superlavoro
della band una sera possa salire sul palco e cantare per
abitudine, per contratto. "Non rinuncerò mai a cantare con l’anima. Me lo diceva sempre la mia
maestra: 'Ricordati che la voce è connessa allo spirito e al cuore.
Non cantare mai senza cuore'. È quello che cerco di fare". Terza
ragione: il privato è politico. Sembra un vecchio slogan
del femminismo anni '70, in effetti è un principio sempreverde
che non si afferra fino a quando non ne sperimenti la portata
rivoluzionaria sulla tua pelle, sulle tue rughe. Nel giro di un
anno l'attenzione di Skin passa dalla società a se stessa e,
asimmetricamente, la solidarietà passa dalla poesia all'atto.
"Quando ho smesso con la band ho capito che potevo essere me stessa e che
non avevo bisogno di scrivere canzoni politiche, semplicemente perché
sono una persona politica a partire dal mio agire quotidiano".
Skin si impegna sul piano sociale in più campi:
presta la
propria opera a fianco di
un'associazione medica che aiuta i poveri di Londra,
lotta con Amnesty International
per i diritti umani, fa parte della F.G.M. che si batte contro
l’infibulazione, scende in piazza contro Blair e la guerra in Irak,
partecipa al galà contro l'Aids che si tiene ogni anno a
Vienna. "Oggi
non è più tempo di criticare e basta. E' necessario impegnarsi
direttamente per fare qualcosa e per cambiare in qualche modo il mondo".
Contemporaneamente ha più tempo per prendersi cura di se
stessa, coltivare relazioni e rielaborare sentimenti, ricordi, ferite
della carne, sequenze musicali, versi di intelligente intimità, canzoni
nuove. Due anni di anonimato, il 2001 e 2002? due anni di
grande ricchezza, direi, dove la falce della creatività ci ha
dato come messe il geniale "Fleshwounds".
Nel
2003 esce il primo album solista di Skin, "Fleshwounds".
"Questo disco è stato difficile da
realizzare." - afferma Skin - "L’intero album tratta di quella
malattia mentale che chiamiamo amore, con le sue molte sfaccettature e
aree di ambiguità. Per raggiungere la felicità nella vita ci imponiamo
alcuni principi folli ed è proprio questo che ho voluto documentare.
Ogni canzone gira attorno a tre rapporti molto particolari che ho avuto
nella mia vita. E’ senza dubbio un album di rottura, e mi ha aiutato a
togliermi molti pesi dal cuore. Mi sento molto meglio, adesso"
sorride con il suo sorriso smagliante, "e confido nel fatto che sia
il miglior lavoro portato a termine finora." Registrato in Belgio con il produttore David Kosten e
mixato dal collaboratore dei Coldplay, Ken Nelson, Skin ha ideato il
disco con Len Arran, suo coautore di lunga data, tranne per "Lost
Without You", scritto invece a due mani con l’ex partner musicale di
Robbie Williams, Guy Chambers. Fra i musicisti figurano Gail Ann Dorsey
(chitarrista di David Bowie), l'amico Cass (già bassista degli Skunk Anansie), e Ben
Christophers al piano, mentre la tromba in "You've Made Your Bed" è
una gentile concessione del regista Mike Figgis. I testi
dell'album sono dedicati agli uomini e soprattutto alle donne
che Skin ha amato, coerente con l'ammissione pubblica, e direi
orgogliosa, della propria bisessualità. Skin presenta l'album
consapevole di aver fatto un buon lavoro sul piano musicale ma
ancor più sul piano poetico, un piano a cui tiene moltissimo in
quanto sa che è il testo a rispecchiare la sua personalissima
visione del mondo politica e sentimentale: "Suppongo che il mio
maggior talento sia quello di scrivere i testi e in questo disco ero ben
decisa a metterlo in mostra".
Grazie,
Skin, di averlo dimostrato da donna,con genialità e verità.
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Solido
contegno
sembro
una buona impresa
sono
ancora troppo viziosa
per
assumermi una sconfitta (8)
dal
brano "Trashed" (Fleshwound, 2003)
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Note
(1) In
originale: "Selling Jesus",
"Little Baby Swastikka", "I'Am Not Afraid",
"She's My Heroine", We Don't Need Who You Think You
Are", "Yes It's Fucking Political", "Listen To
You".
(2) In
originale: Just because you feel good / Doesn't make you right
(3) La canzone è intitolata "Little Baby
Swastikka" ed è inserita nel primo album degli Skunk Anansie
del 1995. I versi in originale sono: "Who put the little baby
swastikkka on the wall / ..../ It wasn't very high couldna been
more than four years old / ... / You rope them in young / So small,
so innocent, so young / So delicately done, grown up in your poison
/ ..... / Who kicked the little baby's head against the wall?
/ We
kicked the little baby's head against the wall".
(4)
In originale: He tried to intellectualise my blackness / To make
it easier for his whiteness / He tried to intellectualise my
blackness, save me
(5) In
originale: So what am I now I'm love last home / I'm all of the
soft words I once owned / If I opened my he heart, there'd be no
space for air / 'cos I wanted you
(6) In
originale: I called you
brazen / called you whore right to your face / and watched you
silently / and publicly disgraced / I didn't notice/ when you strengthened like a
vice / that you
were trembling / and burned beneath the ice
(7) I
versi sono tratti dalla canzone "It takes blood &
guts to be this cool, but I'm still just a cliché", che
fa parte dell'album del 1995 e che in inglese suonano: Save me
from critical acclaim / Save my smile its' too cracked from fame
/ Wish me well with my fantasy
(8) In
originale: Solid demeanor / I look good a feat / Still I'm so
vicious / To take on defeat
Fonti: clicca
qui
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