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SAGGI
PER LA SCUOLA
1
Luciana
Bottegal, Rita Di Gregorio, Anna Di Sapio, Camilla Martinenghi
Noci di cola, vino di palma
Letteratura dell'Africa subsahariana in un'ottica
interculturale
Edizioni Lavoro e Centro ricerca educazione allo sviluppo.

Nasce come un libro di testo, una sorta di
sussidiario sui generis, destinato innanzitutto agli insegnanti. Apre uno
sguardo su un mondo che poco e male compare nei libri adottati attualmente
nelle scuole: un mondo che, soprattutto, non compare mai nei testi di
letteratura, semmai, un po', in quelli di geografia.
Per questo Noci
di cola, vino di palma, sottotitolo: Letteratura
dell'Africa subsahariana in un'ottica interculturale, scritto da
quattro insegnanti che nel loro percorso didattico si sono imbattute (e
innamorate) della letteratura africana, traccia nella prima parte i mobili
confini e illustra le straordinarie opportunità di una didattica
interculturale. Segue poi una storia della letteratura africana, dalla
tradizione orale fino ai nostri giorni, con un capitolo dedicato
specialmente alla "Scrittura di donne".
Si chiude con un'antologia: biografie di
scrittori e poeti, trame e brani tratti dai loro libri. Con l'unico limite
di essere un po' ripetitivo nell'esposizione e di aver scelto solo coloro i
cui testi sono già stati tradotti e pubblicati in Italia. Anche così, sono
tantissimi/e. Un segnale prezioso. Un libro da non perdere.
2
Rosella
Prezzo, Paola Redaelli
Le
immagini dell’Altro. America e Medio Oriente
Milano, Bruno Mondadori, 2001
Collana BIM, Biblioteca interdisciplinare
multimediale
Le idee, i documenti, i percorsi didattici - con Cd –rom.

La
collana di didattica della storia BIM, ideata dalla casa editrice B.
Mondadori ad uso degli insegnanti e degli studenti , è di sicuro interesse.
L’approccio interdisciplinare, per la produzione di ricerche ipertestuali
e multimediali finalizzate soprattutto all’esame di maturità, rispetta le
nuove tendenze formative e didattiche.
In questo progetto si inserisce il testo scritto da R. Prezzo e P. Redaelli,
che svolgono una riflessione sulle "immagini dell’Altro" ovvero
sulle immagini dell'America e del Medio Oriente, seguendo un ordine ben
preciso che vede inizialmente l’esposizione dell’argomento,
successivamente il repertorio delle fonti e dei documenti (più di
cinquanta) e infine l’indicazione di percorsi
guidati che dovrebbero indirizzare e facilitare il lavoro dell’insegnante
o dello studente. Il Cd-rom allegato serve per
la costruzione di ipertesti, mediante l’uso delle fonti, dei documenti e
delle immagini. Il testo è inoltre corredato da eserciziari, da un
glossario, dalla bibliografia e dall’elencazione dei siti internet più
interessanti per gli argomenti svolti.
I due temi sono trattati secondo l’ordine cronologico degli eventi più
significativi, caratterizzanti la storia dell’America (a partire dalla
scoperta per arrivare al secondo dopoguerra) e del Medio Oriente (da
Maometto al conflitto israeliano-palestinese). L’ immagine dell’altro
traspare e prende forma dal racconto storico con nitidezza e sinteticità,
evocando gli snodi cruciali del pensiero
europeo che crea stereotipi (lo stereotipo del
saracino, la moda dell’esotismo) e miti negativi e positivi degli altri
(il mito del selvaggio-cannibale, il mito del buon selvaggio, il mito della
terra della libertà).
Il lavoro di Prezzo e Redaelli mostra la formazione nell’immaginario
europeo di coppie concettuali dicotomiche attraverso le quali vengono
interpretati il mondo e gli eventi storico-culturali, come ad esempio:
dentro-fuori il nostro mondo, europeo (a partire dalla elaborazione delle
carte geografiche), identità-alterità (con la svalutazione dell’ alterità
e la creazione dell’etnocentrismo), selvaggi–civilizzati,
cristiani-infedeli, eretici-pagani . Miti e stereotipi possiedono una
funzione tranquillizzante di fronte alla potenziale aggressione costituita
dall’esistenza dell’altro e rafforzano l’identità del gruppo che si
sente minacciato; ci si può chiedere infatti, come le autrici, se l’altro
( l’America o il Medio Oriente) , che crediamo di conoscere, è reale o
immaginario. Le fonti, numerose, sinteticamente introdotte e brevi, seguono
l’asse cronologico per illustrare il " mal d’America" e sono
invece liberamente ordinate per il Medio Oriente. I percorsi esemplificati
sono quattro: di taglio storico, storico-filosofico, storico-letterario, e
letterario artistico. Il libro è quindi
di facile consultazione e utilizzo, per la sua struttura snella e
"operativa".
Alcune considerazioni: l’interesse che il testo suscita dipende
soprattutto dalla sua utilizzabilità da parte degli studenti degli ultimi
anni (e in particolare dell’ultimo anno) della scuola superiore: tale
possibilità non è solitamente presente nel panorama della letteratura
storica scolastica contemporanea; per ciò sarebbe stato forse più
opportuno approfondire l’informazione storica e le fonti del novecento,
per aiutare maggiormente nel lavoro di stesura delle tesine e o
dell’argomento scelto per il colloquio di maturità: un numero maggiore di
percorsi sarebbe stato più funzionale allo scopo. La linearità e la
gradevolezza dell’esposizione favoriscono la lettura del testo e lasciano
prevedere un buon uso da parte degli studenti, qualora siano adeguatamente
guidati e progressivamente resi autonomi, per la costruzione della
tesina (che molti giovani, erroneamente, pensano non richieda nessun genere
di letture supplementari).
Dall’ampio campione di fonti presenti nel testo gli insegnanti possono
trarre spunto per approfondire le prospettive interpretative che
prediligono, anche se, considerando l’oggetto del discorso, ovvero le
immagini dell’Altro, sarebbe stata ancor più apprezzata l’antologizzazione
di opere di antropologia ( il pensiero antropologico, per fortuna, è
presente in molti manuali di filosofia).
Il testo, considerando la storia dopo l’11 settembre 2001, è un
agile strumento per distanziarsi dai luoghi comuni, che impediscono una
valutazione fondata e seria degli universi culturali in questione, poiché
sottopone a giudizio le categorie concettuali attraverso le quali
decodifichiamo i mondi altrui, mostrandone l’etnocentrismo e la
conseguente parzialità, e mette in guardia
contro i rischi, più che mai reali, dell’ "espulsione "
dell’altro (e della sua demonizzazione) o della forzata e imposta
"assimilazione", che ha lo scopo di sopprimere qualunque diversità.
(Isabella
D'Isola)
3
Roberta Alunni, Pietro Deandrea e Pier Paolo Eramo
Scritture
e linguaggi del mondo. Narrativa per l'educazione interculturale

Dopo una serie di pubblicazioni sull'educazione interculturale
caratterizzate da superficialità, banalità e ottuso buonismo, è stato
pubblicato nel 2001 da La Nuova Italia un testo intelligente, acuto,
non retorico, trasparente, estremamente interessante e ben fatto: Scritture
e linguaggi del mondo. Narrativa per l'educazione interculturale di
Roberta Alunni, Pietro Deandrea e Pier Paolo Eramo (pp.268, £18.200).
Si tratta di un'antologia, rivolta agli studenti e non solo, piacevole per i
modi e accattivante per i contenuti, che ha, tra gli altri, il pregio di
esplicitare con chiarezza le proprie finalità e i propri limiti.
Per precisare meglio l'ottica di questa antologia lasciamo parlare gli
autori: "Un avvertimento: il nostro entusiasmo nel proporre questi testi non
ci ha oscurato il buon senso. Sappiamo bene che leggere un romanzo non ci
trasforma per incanto in persone capaci di dialogare con gli altri - da
qualsiasi nazione provengano; sappiamo che questa è una lunga fatica
fatta di rapporti e conflitti reali con persone reali, rispetto e promozione
di diritti concreti, costruzione di regole e sistemi che includano invece
che escludere. Crediamo che la letteratura possa essere uno degli inizi
possibili".
Obiettivo del testo antologico è dunque "dare spazio alla voce dei popoli
del Sud attraverso i loro scrittori", fornire degli strumenti per permettere
una revisione critica della storia passata e dell'attualità, aprire a una
pluralità di punti di vista che scalzino pregiudizi e mistificazioni di
lunga data. I brani antologizzati non sono riportati come semplici testimonianze, ma,
come specificano gli autori nell'introduzione, "hanno - come qualsiasi opera
letteraria degna di questo nome - un valore universale, come a dire che in
buona sostanza parlano di noi, anche se sono stati scritti in una lontana
città indiana".
Oltre alla onestà dell'impianto culturale e alla precisa inquadratura
dell'ambito in cui questo testo va a inserirsi, è felice anche
l'impostazione generale della raccolta e la modalità di presentazione dei
brani: ad un'iniziale richiesta di prerequisiti per la lettura segue un
indice diviso per sezioni (Le storie degli 'altri', Ai margini della
globalizzazione, I diritti dei più deboli, Migrazioni e culture, Altre
visioni del mondo), affiancato da uno schema in cui vengono riassunti gli
obiettivi delle singole sezioni, riguardo alla Comprensione dei temi,
all'Analisi dei testi e all'Esposizione orale e scritta. Inoltre ogni brano
è supportato da una breve scheda informativa sull'autore, la nazione di
appartenenza, l'opera da cui il brano stesso è tratto; ed è seguito da
alcune proposte di lavoro, accurate e di facile realizzazione, attente ai
processi di comprensione del testo ma anche al loro valore letterario. Tra
una sezione e l'altra ci sono delle schede interessanti, come quelle sulla
carta geografica di Peters, sul colonialismo, sul razzismo e i pregiudizi,
etc.
Insomma, Scritture e linguaggi del mondo ha tutte le caratteristiche
per essere un ottimo testo di formazione e un valido strumento didattico. Una piacevole sorpresa, infine, è costituita dal
prezzo dell'opera,
decisamente contenuto, soprattutto se consideriamo la sua ricchezza
informativa e propositiva. Manca una bibliografia di riferimento per gli argomenti trattati, che ci
auspichiamo venga inserita in una prossima ristampa.
Camilla Macro, Kúmá 4, aprile
2002
4
"La
storia dell'altro"
Un
manuale scolastico israelo-palestinese
Edizioni Una
città, prefazione di Pierre Vidal-Naquet Euro 12,00
Due
libri di testo in uno, due narrazioni a fronte, due racconti che corrono
paralleli sugli incerti confini della striscia di Gaza. Due storie - quella
israeliana e quella palestinese - raccolte in uno stesso volume. A piè di
pagine, di ogni pagina, la stessa frase - «Conoscere l'altro» - scritta in
arabo e in ebraico. La
storia dell'altro (Edizioni Una
città, prefazione di Pierre Vidal-Naquet, presentazione dell'edizione
italiana a cura di Walter Veltroni, pp. 139, euro 12,00) è lo straordinario
risultato del lavoro svolto da circa settecento studenti e da dodici
insegnanti (sei israeliani e sei palestinesi) che - giudicati
insoddisfacenti i rispettivi manuali di storia - hanno deciso di farsi da sé
un libro di testo che non fosse propagandistico né di parte. Ma che,
soprattutto, hanno deciso di farlo insieme.
Inizialmente, gli insegnanti del Prime (Peace Research
Institute in the Middle East) avevano pensato a un racconto comune in cui
tessere le voci dei due popoli. Per oltre un anno hanno discusso,
confrontando fatti e interpretazioni che spesso - troppo spesso - sono
apparsi inconciliabili e impermeabili gli uni agli altri. Narrare la stessa
storia non si poteva perché israeliani e palestinesi - e purtroppo il testo
lo dimostra - raccontano due storie diverse. Un esito che inquieta, al di là
degli innumerevoli meriti che il volume presenta. Così gli storici hanno
deciso che - se non ancora su quella terra infuocata - almeno nello spazio
di uno stesso libro avrebbero potuto e dovuto convivere entrambe le
narrazioni.
Il volume individua tre momenti fondamentali della
storia dei due popoli
- la Dichiarazione di Balfour che, nel novembre del
1917, dette inizio alla realizzazione del sogno sionista; la guerra del
1948, dagli uni definita d'Indipendenza, dagli altri Naqba, catastrofe;
l'intifada del 1987 - e, intorno a quei momenti, costruisce i due
racconti paralleli. A sinistra, sfila la versione israeliana; a destra,
quella palestinese.
Gli episodi narrati sono gli stessi, non così le
interpretazioni, l'individuazione degli aggressori e di coloro che si
sentono aggrediti, delle ragioni degli uni e dei torti degli altri. O,
almeno, non sempre. E tuttavia, capita anche di imbattersi in dialoghi
intrecciati e - paradossalmente - quasi rovesciati. 9 aprile 1948: massacro
di Deir Yassin perpetrato da una parte delle forze armate israeliane. I
morti arabi sono 250, dicono gli storici israeliani. Poco più di 100,
affermano i palestinesi. E senza infingimenti i primi riportano l'accesa
polemica che, in quell'occasione, divise l'opinione pubblica israeliana
nonché le parole del comandante del Lehi, Natan Yallin Mor: «Io so bene
che nella tempesta della battaglia può succedere una cosa simile e so anche
che gli uomini che perpetrarono tale eccidio non lo avevano progettato a
sangue freddo. Io so che molti popoli ed eserciti si comportano in questo
modo. Ma perché vantarsi di siffatte azioni?».
La storia dell'altro - di cui è uscita una
versione in arabo e una in ebraico - è stato già adottato in alcune scuole
e destinato agli studenti delle prime due classi delle superiori. Al centro
di ogni pagina - tra i due «racconti» - è stato lasciato uno spazio
bianco su cui a docenti e allievi potranno scrivere le proprie osservazioni.
Per arricchire la conoscenza dell'«altro».
(IAIA VANTAGGIATO, Il
Manifesto 24 gennaio 2004)
La
pagina è stata creata e curata da Maria Antonietta Pappalardo
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