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T R A D O T T I I N I T A L I A
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Il
dominio maschile
Pierre
Bourdieu
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Traduzione: Alessandro Serra
Casa Editrice: Feltrinelli, Collana: Campi del sapere
Pagine: 144
Prezzo: Euro 16,53
In
breve
Il saggio parte da uno studio
antropologico sulla società cabila e giunge a smontare i meccanismi del
potere maschile dove i dominanti si trasmettono i loro privilegi per
generazioni.
Approfondimento
L'ordine delle cose non è un ordine
naturale contro il quale non si possa far nulla. È piuttosto una
costruzione mentale, una visione del mondo con la quale l'uomo appaga la sua
sete di dominio. Una visione talmente esclusiva che le stesse donne, che ne
sono le vittime, l'hanno integrata nel proprio modo di pensare e
nell'accettazione inconscia di inferiorità. Solo l'antropologo può
restituire al principio di visione e divisione che fonda la differenza tra
maschile e femminile il suo carattere arbitrario, contingente, ma anche,
contemporaneamente, la sua necessità socio-logica.
Bourdieu
prende spunto dalle strutture androcentriche dei cabili in Algeria per
dimostrare la continuità della visione fallocratica del mondo
nell'inconscio di uomini e donne. Degli uomini, senza dubbio, e delle donne
che, secondo il sociologo francese, partecipano passivamente al dominio
maschile. La ricerca della femminilità è infatti, da parte delle donne,
come un riconoscimento del proprio stato di sottomissione, che avvalora la
visione androcentrica. Che sguardo rivolgono le donne ai loro dominatori o
presunti tali? Per meglio accostarsi alla sensibilità femminile, Bourdieu
riprende alcuni brani di “Al faro” di Virginia Woolf, quando la signora
Ramsay osserva in silenzio suo marito - un uomo che non sopporta di essere
contraddetto - e lo giudica con un'ironia dolce-amara, con compassione e
condiscendenza per i suoi giochi di potere. Per concludere che: "L'uomo
è un bambino che gioca a fare l'uomo".
Ne risulta una denuncia, tanto più efficace politicamente in quanto
scientificamente fondata, dei molti paradossi che il rapporto tra i generi -
quale oggi è vissuto e pensato - finisce per alimentare, oltre a un invito,
non privo di risvolti polemici, a riconsiderare, accanto all'unità
domestica, l'azione di quelle istanze superiori - la chiesa, la scuola, lo
stato - responsabili del perpetuarsi di rapporti di forza squilibrati tra i
sessi e in ultima analisi del dominio maschile.
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La pagina è stata creata
e curata da Maria Antonietta Pappalardo
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