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E S I S T E R E A L F E M M I N I L E
La
partecipazione delle donne alla lotta di
liberazione
in Italia, in
Toscana, in provincia di Livorno

Progetto di
aggiornamento - ricerca- azione nella
Scuola Elementare, Media e Superiore della provincia di Livorno
di Maria
Antonietta Pappalardo
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Anna Magnani in "Roma città aperta" |
1. Motivazione
La
Commissione Pari Opportunità della Provincia di Livorno ha programmato per
l’anno scolastico 1998-1999 la realizzazione del Progetto di
Aggiornamento/ Ricerca/ Azione dal titolo “RESISTERE AL FEMMINILE. La
partecipazione delle donne alla lotta di Liberazione in Italia, in Toscana e
nella provincia di Livorno”.
ll Progetto è rivolto agli insegnanti e ai dirigenti
scolastici di ambo i sessi in
servizio nelle Scuole Elementari, Medie inferiori e Superiori del territorio
provinciale, nonché a tutti gli operatori/trici interessati con varie
motivazioni al tema in oggetto.
Il
Progetto "RESISTERE AL FEMMINILE” parte dalla constatazione che la
storiografia maschile e la manualistica scolastica ha sistematicamente
ignorato il ruolo alto e polifunzionale che le donne hanno svolto prima,
durante e dopo la Lotta di Liberazione.
A questa ingiustizia storiografica si aggiunge un’ingiustizia
storico-politica che diventa lampante annualmente nel cerimoniale del 25
Aprile organizzato da Associazioni antifasciste e da Enti Locali su tutto il
territorio nazionale, incluso quello toscano e livornese. Durante queste
cerimonie, svolte spesso insieme alle scolaresche che devono tramandare la
memoria di quegli avvenimenti sui quali si fonda la nostra identità di
democratici, non si fa mai cenno alla Resistenza della metà del popolo
italiano, le donne.
Non si ricorda che:
70.000 donne parteciparono ai Gruppi di difesa
35.000 donne facevano parte dei Corpi combattenti
46.000 donne furono arrestate, torturate e processate
2.750 donne furono deportate nei lager nazisti
623 donne furono uccise
migliaia e migliaia di donne svolsero azioni basilari nel
campo dell’informazione, dell’assistenza, dell’asilo ai rifugiati,
della protezione degli ebrei e così via.
Il Progetto vuole trasmettere alle nuove
generazioni la consapevolezza che esiste la Resistenza al femminile e la
memoria storica di questo
altissimo contributo.
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2. Contenuti
Perché la memoria storica passi nelle attività di insegnamento, è
necessario che gli/le insegnanti conoscano la ricerca storiografica che si
è sviluppata nella seconda metà del ‘900 intorno a questo tema e, in
particolare, la ricerca di genere
prodotta dalle studiose italiane negli ultimi venti anni.
L’approfondimento
storico nella fase dell’aggiornamento riguarderà un arco di tempo molto
ampio, il trentennio 1919-1948,
che va dalla nascita dei Fasci Italiani di Combattimento e
dall’introduzione del suffragio universale maschile del 1919 fino al
compimento della Lotta di Liberazione e al diritto di voto conquistato e poi
esercitato dalle donne nelle elezioni del 18 aprile 1948.
Abbiamo fatto questa scelta affinché l’evoluzione del ruolo delle
donne risulti chiaro in tutta la sua complessità e in tutta la sua
ricchezza, determinando una vera trasformazione del modello femminile
durante la seconda guerra mondiale.
Ad ogni incontro, oltre le/gli studiosi di tale tematica,
parteciperanno due antifascisti (una donna e un uomo) che nel
territorio livornese diventarono protagonisti della lotta di
Liberazione. La loro testimonianza costituisce un prezioso documento
di storia orale e, per di più, renderà davvero coinvolgente lo
studio di questi cruciali decenni.
Il Progetto prevede che, alla fine del percorso, abbia luogo non solo
la verifica pubblica con la partecipazione delle scuole, che presenteranno
gli itinerari didattici svolti, ma anche una premiazione dei migliori lavori
pedagogico-didattici.
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L'autobiografia di Carla Capponi, medaglia d'oro
della Resistenza

La raccolta di foto di Lucia Motti "Le
donne", incluse quelle sulla Resistenza

Un'antifascista ascolta "Radio Londra" |
3. Collaborazioni
La realizzazione del percorso vede la collaborazione di numerosi soggetti che sinergicamente concorreranno
alla riuscita del Progetto nel suo complesso.
Li elenchiamo qui di seguito:
- Provveditorato agli Studi di Livorno
- Società Italiana delle Storiche
- Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza di
Torino
- Regione Toscana
- Associazioni A.N.P.I.,
A.N.P.P.I.A. e
A.N.E.I. di Livorno
- Comune di Livorno
- Archivio e Biblioteche del Comune di Livorno
- A.I.C.C.R.E. Toscana (Associazione Consiglio Comuni e
Regioni d’Europa)
Grande
rilevanza sarà data, nella fase di ricerca e di sperimentazione educativa,
alle testimonianze preziose degli uomini ma
soprattutto delle donne, viventi nel nostro territorio toscano e
livornese, che hanno partecipato in vari modi agli eventi resistenziali.
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La partigiana Anna Marengo durante un comizio |
Partigiane dell'Emilia, 1944 |
4. Obiettivi
1. Conoscere la storia delle donne italiane nel trentennio
1919-1948, con particolare riferimento alla lotta di liberazione in Toscana
e nel livornese.
2. Analizzare,
secondo i criteri del gender history,
le cause della scarsa attenzione prestata dagli storici all'antifascismo e
alla Resistenza delle donne in Italia.
3. Saper utilizzare nuovi metodi e nuove bibliografie
nell'apprendimento e nell’insegnamento della storia sociale nella prima
metà del ‘900.
4. Operare integrazioni alle conoscenze storiche sul
trentennio attraverso l'utilizzo di fonti orali presenti sul territorio
toscano e la ricerca di reperti storici locali.
5. Rielaborare
itinerari didattici all'interno del Lavoro di Gruppo e realizzarli nelle
classi di appartenenza.
6.
Rielaborare materiali sia pedagogici che didattici da presentare nella
Mostra dei lavori.
5.
Nuclei
tematici
a.
Gender history, storia di
genere. Il punto di vista femminile sulla storia.
b.
La storia delle donne nel trentennio 1919-1948: antifascismo,
Resistenza, fine della
guerra, il lavoro della Costituente, il voto alle donne, le elezioni.
c. Comparazione quanti-qualitativa tra la storiografia neutra/maschile e
la storiografia di
genere sul triennio in oggetto.
d.
Il modello della donna nel periodo fascista: la condizione reale,
l'immaginario.
e.
Dalla lotta delle donne per la sopravvivenza alla lotta politica e
armata.
f.
Il dopoguerra e il ritorno delle donne nella casa
dell'insignificanza storica.
g.
Le fonti bibliografiche sulla lotta di liberazione in Toscana e nel
livornese.
h.
Le fonti orali viventi a Livorno e
provincia. Metodi di ascolto e di rilevazione dati.
i. Costruzione di percorsi didattici per Scuola Elementare,
Media e Superiore.
l. Sperimentazione nelle classi dei percorsi progettati
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6.
Verifica
Alla fine del percorso si svolgerà una verifica pubblica del progetto a livello regionale attraverso:
1.
un CONVEGNO sui
risultati
2.
l’allestimento di una MOSTRA DEI LAVORI
DIDATTICI
3. PREMIAZIONE
dei migliori lavori pedagogico-didattici
prodotti dalle
scuole.
6.
Relatrici
e testimoni
Relatori: Giovanni Contini, Gigliola Dinucci,
Associazione Laboratorio
Immagine Donna di Firenze, Tiziana Luciani, Maria Antonietta Pappalardo, Tiziana Noce,
Emilia Taglialatela, Ersilia Alessandrone
Perone, Lucetta Scaraffia, Maria
Antonietta Selvaggio, Simonetta Soldani,
Katia Sonetti.
Anna Gasco
(regista) presenterà il video “Guerra, alla guerra. Storie di
donne a Torino e in Piemonte tra il ’40 e il’45.”
Testimoni:
Garibaldo Benifei, Nelusco Giachini, Osmana
Benetti Benifei, Giuseppe Fusario,
Valchiria Gattavecchi, Ilvio Milani, Silvana Simonetti,
Giuliano Bagnoli, Carlo Morelli, Aminta Trazzi.
7.
Progettazione
e
Coordinamento
del
Progetto
Maria Antonietta Pappalardo
(Presidente della Commissione
Pari Opportunità della Provincia di Livorno)
8.
Gruppi di lavoro
Nella seconda fase del Progetto/Azione si
formeranno tre Gruppi di lavoro:
- "Modeli
femminili nel trentennio"; responsabile: Maria Antonietta Pappalardo
- "Donne e
lavoro"; responsabile: Katia Sonetti
-
"La
Resistenza nella provincia di Livorno";
responsabile:Tiziana Noce
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L'8 Settembre: una nazione allo sbando

La resistenza a Forlì

La resistenza a Montefiorino, Modena

Una partigiana piemontese |
9.
Organizzazione
del
corso
Il Corso è organizzato dalla Commissione Pari
Opportunità della Provincia di Livorno e ha la durata complessiva di ore N. 53
-
21 ore di Aggiornamento frontale
-
21 ore di lavoro di gruppo
-
5 ore di verifica intermedia
-
6 ore di verifica pubblica finale
Gli
incontri complessivi sono N.17, di cui:
-
7 incontri per l’Aggiornamento frontale
di 3 h ciascuno
-
7 incontri di lavoro di gruppo di 3 h ciascuno
-
2 incontri di verifica collegiale di 2,30 ciascuno: 1 per
la formazione/organizzazione dei Gruppi e
1 per la verifica dei fabbisogni dei Gruppi.
I
giorni prefissati
per gli incontri sono il martedi e il giovedì presso la Provincia
Tale scelta è motivata dal fatto che, data la complessità
del Progetto, è necessaria la presenza della funzionaria Tina Plantamura (segretaria della
Presidente), che, secondo l’orario in vigore nella Provincia, rimane in
Ufficio nei pomeriggi di martedi e giovedi.
Nei
giorni 1 e 3 giugno avrà
luogo presso il Chiostro della Madonna (via della Madonna, 24
Livorno) la verifica pubblica del progetto attraverso la Mostra
dei lavori didattici, un Convegno sui risultati del Progetto, la
Premiazione delle scuole che si sono impegnate maggiormente con un set di
libri/video (£ 150.000) riguardanti la Resistenza femminile in Italia.
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IL MODELLO FEMMINILE FORTE
DEL PRIMO
DOPOGUERRA MESSO IN RISALTO DAL
CINEMA NEOREALISTA
"Onorevole Angelina", Zampa 1947
"Riso amaro" De Santis 1949

"La
voce umana" Rossellini 1948
"Stromboli", Rossellini 1950

"Bellissima",
Rosi 1951
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BIBLIOGRAFIA
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AA.VV. Donne e
Resistenza in Toscana, a cura del Comitato femminile
antifascista per il XXX della Resistenza e della Liberazione in
Toscana, Tipografia Giuntina, Firenze 1978
ADDIS
SABA MARINA, Partigiane.
Tutte le donne della Resistenza, Mursia
Editore, 1998
ALESSANDRONE
PERONA ERSILIA, Sincronie e diacronie nelle scritture
femminili nella seconda guerra mondiale, in "Passato e
presente", n.30, 1993
ALLOISIO
M., BELTRAMI G., Volontarie della libertà, Milano,
Mazzotta, 1981
BARONTINI ILIO, Le
staffette, in Antonio Meluschi, Epopea partigiana, ANPI
Regionale Emilia Romagna, Bologna 1949
BENIFEI GARIBALDO, Per
la libertà, Debatte, Livorno 1996
BRAVO
ANNA,
Lavorare
in tempo di guerra, in
"Memorie", Rivista di storia delle donne n° 30 (3, 1990)
BRAVO ANNA,
BRUZZONE ANNA
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guerra senza armi. Storie di donne (1940-1945), Editori
Laterza
BRUZZONE A. M.,
FARINA R. , La
Resistenza taciuta, La Pietra, Milano, 1976
COMITATO PROVINCIALE
per le celebrazioni del cinquantenario della Resistenza e della
Commissione Pari opportunità, A Piazza delle Erbe! L'amore, la
forza, il coraggio delle donne di Massa Carrara, Provincia di
Massa e Carrara, Massa 1994
GIACHINI NELUSCO, Sul
filo della memoria, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera 1996
CONTINI GIOVANNI, La
memoria divisa, Rizzoli, Milano 1997
DE GIORGIO MICHELA, Le
italiane dall'Unità ad oggi. Modelli culturali e comportamenti
sociali, Laterza, Roma-Bari 1992
DE
GRAZIA VICTORIA, Il
patriarcato fascista, in "Storia delle donne in
Occidente", In Novecento, Bari, 1992
DE GRAZIA VICTORIA,
Le donne nel
regime fascista,
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GALLI DELLA LOGGIA E., Una
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GOBETTI ADA, Diario partigiano, Torino, Einaudi,
1956
LUSSU JOYCE, Fronte e frontiere, Ed. U, Roma 1945
MAFAI MIRIAM, Pane
Nero, Mondadori,
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MALVEZZI PIERO e PIRELLI
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italiana, Oscar Mondadori, 1968
MANETTI
BARBIERI LIDIA, Anna Maria Enriquez, Athena, Milano
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MISUL FRIDA, Deportazione.
Il mio diario, Provincia di Livorno, 1987 MISUL
FRIDA, Così ricordo i bambini, Provincia di Livorno, 1990
NOCE TERESA, Giuventù senza
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NOCE
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1974
PAVONE CLAUDIO, Una guerra civile:
saggio storico sulle moralità della Resistenza, Torino, Bollati
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PIERONI BORTOLOTTI F., Le donne della Resistenza antifascista e la questione femminile, Milano,
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PIZZARDO
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ROSSI-DORIA ANNA,
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SELVAGGIO
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TROMBONI D., ZAGAGNONI L., Con animo di donna, Archivio storico U.D.I. di Ferrara 1991
RENATA VIGANO', L'Agnese
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WOOLF
VIRGINIA, Le tre ghinee (1938), Feltrinelli, Milano
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Pappalardo
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