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Progetto 1999-2002 Porto Franco. Toscana, terra
dei popoli e delle culture

CAMPUS DELLE CULTURE DELLE DONNE
30 luglio-13 agosto 2000
“Femminismi e intercultura”

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Dea Uccello, collezione di Marija Gimbutas |
Il Campus delle Donne è parte integrante del
Progetto 1999-2002 “Porto Franco. Toscana. Terra dei popoli e
delle culture”, promosso e coordinato dall’Assessorato alla
Cultura della Regione Toscana, che mira a sviluppare attive
strategie interculturali atte a produrre nuovi saperi e nuovi
percorsi culturali e sociali in cui siano coinvolte le istituzioni,
le scuole, le associazioni e gli stessi abitanti del territorio
toscano.
Intercultura significa essenzialmente confronto tra condizioni e
punti di vista diversi, nel pieno rispetto della diversità di
ognuno/ognuna. Intercultura significa imparare a decentrare i punti
di vista: divenire consapevole della parzialità del proprio punto
di vista, far emergere le specificità femminili all’interno di
ogni cultura, liberarsi delle deformazioni eurocentriche, coniugare
i bisogni materiali con quelli ambientali ed etici.
Per sviluppare un progetto interculturale è necessario attivare
strategie d’intervento su tre piani principali:
confronto di genere tra donne e uomini
confronto tra generazioni
confronto tra culture di popoli diversi
Il Progetto della Regione Toscana, coordinato da
Lanfranco Binni, si sviluppa secondo quattro Programmi:
- Sperimentazione di Centri interculturali
come luoghi di confronto attivo e nodi di rete informativa.
- Campus dei popoli e delle culture
- Programma di manifestazioni teatrali,
musicali, convegnistiche
- Programma di produzione di strumenti
didattici
L’organizzazione
dell’intero Progetto prevede la collaborazione progettuale e
realizzativa di Province, Comuni e Comunità montane, Università,
Istituti e Associazioni culturali, Fondazione Toscana Spettacolo. La
risposta, in particolare, degli Enti Locali e delle Associazioni
culturali nella prima fase a cavallo tra il 1999 e il 2000 è stata
al di sopra delle aspettative per quantità e qualità, tant’è
che la rete di Centri
interculturali è già in avanzata fase di attuazione. Si sono
formalmente costituiti al marzo 2000 ben 60 Centri Interculturali,
che, pur con vari livelli di organizzazione e di funzionalità, già
si propongono sul territorio toscano come strutture di supporto agli
incontri e agli scambi di culture, oltre che punti di servizi per
tutti i cittadini.
Su 60 Centri si sono configurati come Centri Interculturali Donne
n. 10, seguendo il duplice criterio di dare rilevanza alla
pratica politica di relazione tra donne di culture diverse e/o di
promuovere la capacità di strutturare sinergie feconde tra livello
istituzionale e livello associazionistico o del volontariato e del non
profit.
I dieci Centri che aderiscono alla Rete di Porto Franco sono
disseminati in quasi tutte le province toscane.
I Centri Interculturali Donne aderenti alla
Rete di Porto Franco in data Luglio 2000 sono dieci:
- Arezzo, Donne insieme
- Colle Val d'Elsa, Centro Pari Opportunità
- Fiesole, Centro Incontri
- Firenze, Associazione Nosotras
- Grosseto, Centro Donna
- Livorno, Centro Servizi Donne Immigrate (CeSDI)
- Lucca, Centro Donne, Casa delle Donne di
Viareggio
- Piasa, Associazione Donne Africane della
Toscana (A.d.a.t.)
- Pistoia, Associazione per l'intercultura (A.P.I.)
- Siena, Centro culturale “Mara Meoni”
Rispetto al Programma
dei Campus dei popoli e
delle culture, che qui ci interessa più da vicino, una prima e
corposa fase di realizzazione avverrà tra luglio e agosto del 2000
con una prestigiosa appendice prevista nel mese di ottobre, quando
si presenteranno in forma ufficiale i prodotti finali dei campus.
Per quest’ultimo appuntamento 2000 Rosi Braidotti ha già
assicurato la sua presenza.
In estate, quindi, la Toscana ospiterà un centinaio di uomini e
donne provenienti da ogni parte del mondo, i quali si incontreranno
e si confronteranno tra loro e con i popoli della Toscana. I campus
di Porto Franco possono essere considerati strumenti per la
produzione di indirizzi teorici e programmatici finalizzati all’orientamento
della società toscana in specifici settori tematici secondo una
prospettiva interculturale.
I Campus dei popoli e delle culture sono cinque e alla fine
del singolo percorso confluiranno alla “Festa delle porte
aperte” per un confronto orizzontale tra tutti i partecipanti
ai campus, evento che si svolgerà sul Monte Amiata dal 10 al 13
agosto.
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Siamo
in viaggio. E portiamo con noi la nostra storia,
passata e presente. Per viverla insieme
nei modi più diversi. Perché la cultura è il
luogo degli scambi. Perché la Toscana sia,
consapevolmente, il porto franco dei popoli e delle
culture. Donne, uomini, bambini, anziani, ognuno di
noi è un mondo, ma non ci conosciamo. Ognuno di noi
è diverso, e non solo per le tradizioni che porta
in sé. Abbiamo in comune la diversità dei punti di
vista. E la necessità di farli incontrare, con
rispetto e curiosità, con passione e intelligenza.
Questo viaggio ci renderà più simili e più
diversi, e la grande Babele delle culture e dei
linguaggi si trasformerà nel laboratorio collettivo
di culture nuove, di nuovi linguaggi. Affermando il
diritto di essere diversi, avendo tutti uguali
opportunità. Affermando i valori della cultura e
della civiltà contro l'ignoranza e le barbarie.
Introduzione
al Progetto "Porto Franco" |
I cinque campus
sono:
campus delle culture delle donne
30 luglio-13 agosto, coordinato da
Mercedes Lourdes Frias e Maria Antonietta Pappalardo strutturato con 2 stage (iniziale e finale) e 5 workshop
itineranti a Firenze, Livorno, Pisa, Siena, Viareggio.
campus delle culture della parola e
della scrittura
26 luglio-13 agosto, coordinato da Armando Gnisci, Pape Diaw e
Lanfranco Binni
strutturato con stage iniziale e tappe a
Firenze-Prato-Lucca-Fivizzano-Pisa-Volterra-Siena
campus
delle culture della storia e
della memoria
24 luglio-29 luglio, coordinato da Anna Maria Rivera, Ivan Della
Mea e Gian Bruno Ravenni, strutturato in 6 giornate con relazioni di esperti, visione di
film, produzione di un documento finale
campus delle culture della religione
26 luglio-13 agosto, coordinato da Alfredo Iacopozzi e Aldo Tarquini
strutturato secondo l’itinerario Passignano-Livorno-Pomaia-Firenze-Camaldoli-Siena-S.Antimo
-Arcidosso
campus delle culture dell’abitare
26-13 agosto, coordinato da Nicola Solimano e Corrado Marcetti,
strutturato con lezioni e presentazione di esperienze concrete a
Pisa-Livorno-Prato-Firenze-Empoli-Fiesole
I campus mirano a
coinvolgere nel confronto interculturale persone di ogni etnia, di
ogni livello sociale e di ogni orientamento sessuale presenti nel
territorio toscano. La progettazione dei singoli campus è stata
affidata dal coordinatore Lanfranco Binni a piccoli gruppi di
esperti che operano a livello toscano e nazionale o, in qualche
caso, ad Istituti/Fondazioni di riconosciuto prestigio culturale.
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Le donne dei
campus di "Porto Franco"
(foto
di Alessandro Botticelli e Massimo D'Amato) |
La
trasversalità dell’asse di genere
Il
Progetto di iniziativa regionale “Porto
Franco. Toscana, terra di popoli e di culture” pone come asse
centrale di tutti i programmi interculturali da realizzare sul
territorio della Toscana nel triennio 2000-2002 l’asse di genere.
L’assunzione di tale asse costituisce una vera e propria sfida
culturale sia alle istituzioni, ai luoghi sacri
dell’elaborazione toscana del sapere, all’associazionismo
neutro, ovvero a tutti i poteri strutturati al maschile, e sia ai
movimenti femministi e femminili e le loro relative articolazioni
(Commissioni Pari Opportunità, Centri Donna, Coordinamenti Donne di
partiti e sindacati, Centri Immigrate, Associazioni femminili di
vario tipo, livello e finalità).
Una sfida impegnativa, anche imprevedibile, che vuole scompaginare
gli apparati tradizionali della nostra ed altrui culture con il fine
di aprire finestre nel pensiero patriarcale del Nord e del Sud e di
spalancare porte nelle gabbie delle tecnologie di genere in
cui ancora si pretende di rinserrare le donne nell’era
postmoderna.
E', infatti, necessario, come Gruppo Regionale che progetta e
realizza il campus delle Culture delle donne, ricordare a tutti i
soggetti coinvolti in Porto Franco che le culture delle donne
non costituiscono, come accade per gli altri quattro campus, un
settore tematico. Occupano uno spazio specifico solo per necessità
storica, in quanto culture non ancora legittimate dal pensiero e dal
potere predominante nel nostro pianeta.
Ma le culture delle donne, in
quanto espressioni di un punto di vista sessuato sul mondo,
attraversano tutte le culture esistenti e all’interno di ogni
cultura tutti i campi tradizionali del sapere e del saper fare sino
a metterne in dubbio lo statuto di universalità, di neutralità e
di oggettività. Grazie, infatti, al lungo lavoro di decostruzione
del logos
patriarcale svolto dai movimenti femministi di tutti i secoli ma
soprattutto degli ultimi decenni del ‘900, siamo diventate
consapevoli che le religioni, i linguaggi, la storia, la scienza, le
arti, le stesse culture dell’abitare sono produzioni di discorsi
sulla realtà codificate da un solo soggetto, quello maschile, che
si autoproclama rappresentante di tutta l’umanità.
I sessi, noi vogliamo qui
sottolinearlo, sono due.
Due sono i generi su cui sono stati socio-culturalmente edificati e
stratificati i ruoli maschili e femminili. Due sono i corpi
modellati dalla natura e ancor più dalle simmetriche esperienze del
potere e della subordinazione. Due sono, quindi, le postazioni
sessuate da cui osservare, interpretare e nominare il mondo.
Nessun uomo può essere portatore del desiderio di una donna,
nessuna donna può (né vuole) rappresentare i bisogni di un uomo.
La rappresentanza non è universale, è sessuata. Le democrazie del
nostro pianeta, pur essendo il modello politico meno pericoloso
per le libertà degli individui, si configurano come gusci semivuoti
finché non assumono come soggetto politico, ovvero paritario agente
di cambiamento, la donna.
La
scoperta della “differenza sessuale” come ricchezza capovolge
tremila anni di storia patriarcale in cui le donne hanno vissuto -
nel simbolico e nella pratica - la differenza come inferiorità,
come miseria, come isteria, come impurità da nascondere dietro un khimar.
Olympe de Gouges ci ha rivelato il bluff
dell’uguaglianza, scrivendo la “Dichiarazione dei Diritti
della Donna e della Cittadina”, i cui principi sono largamente
inapplicati dopo più di 200 anni di “democrazia”. Virginia
Woolf ha squarciato l’oscurità dell’omologazione offrendoci l’orgoglio
della differenza.
Luce Irigaray ci ha gridato di diventare Soggetti per smascherare la
parzialità della politica, del diritto, della psicoanalisi e della
grammatica. Hannah Arendt ci ha fatto da guida nei meandri dei
totalitarismi di destra e di sinistra per riconoscerli e combatterli
sul nascere.
Eveleen Fox Keller ci ha fatto
scoprire che la scienza di Galilei e di Bacone ha intrapreso il
cammino del dominio sulla natura perché era ed è un regno
maschile. Vandana Shiva ha chiamato a raccolta le donne di scienza e
le contadine del Chipko per “sopravvivere allo sviluppo occidentale”
che uccide la natura, l’ambiente e il valore-relazione delle
donne.
Luisa Muraro ci ha condotto per mano nella ricostituzione di
genealogie femminili dell’ieri e dell’oggi. Adrienne Rich ci ha
convinto a creare reti femminili in tutto il pianeta, perché esiste
“un mondo comune delle donne” che può essere più forte
delle mille culture maschiliste.
In Bulgaria Julia Kristeva ci ha
detto che il linguaggio e la scrittura sono pratiche in cui è all’opera
un soggetto incarnato, la donna, che può aprire nel simbolico nuovi
ambiti di significazione rispetto a quelli creati dall’uomo. Maria
Zambrano ha conservato per noi nel grembo dell’esilio dalla Spagna
di Franco un magico pensiero filosofico che fa da ponte verso la
poesia.
Khalida Messaoudi ci ha raccontato l’inferno algerino della
misoginia islamista e il purgatorio dei movimenti femministi. La
teologa Uta Ranke-Heinemann ci ha testimoniato l’ostracismo delle
chiese verso “il divino femminile”. Aung San Suu Kyi con regale
semplicità ci ha indicato dalla Birmania una pacifica via asiatica
ai diritti umani.
bell hooks ha aiutato noi bianche a decolonizzare mente e corpo,
mostrandoci come le donne nere vivono un duplice annullamento di
soggettività: una prima volta come neri in una società
americana a modello di uomo bianco e una seconda volta come donne nere
all’interno del patriarcato afro-americano.
Carole Pateman ci ha dischiuso orizzonti interculturali dentro cui
tentare di accogliere, come personaggi in cerca di storia, l’Altra/Nera,
l’Altra/Musulmana, l’Altra/Prostituta, tutte assorellate come
siamo da un antico “contratto sociale” che ancora oggi
tace sul “contratto sessuale” che lo sottende.
I protagonisti di Porto Franco,
proprio per lo spessore interculturale che caratterizza i vari campi
di intervento del progetto, non possono contribuire a privare l’umanità
- sia uomini che donne, sia bambini che bambine - della parola di
queste e tantissime altre Maestre. La sintassi del gender deve
trovare il suo mainstreaming nell’era dell’intercultura
globalizzata. Ne hanno bisogno tutti e tutte, vecchie e soprattutto
nuove generazioni, perché nella relazione interculturale la vera
posta in gioco sarà la capacità dei giovani di costruire
rappresentazioni intersoggettive, rappresentazioni, cioè,
congiuntamente prodotte e situazionalmente variabili. Ma quali
rappresentazioni intersoggettive potranno costruire i nostri ragazzi
con le arabe, le cinesi, le albanesi se non conoscono la differente
cultura dell’Altro più prossimo che essi incontrano sul proprio
territorio, la cultura dell’Altro/Donna italiana, appunto.
Pertanto,
se Porto Franco assume come direttrice l’asse di genere e
come veicolo la contaminazione, ciò vuol dire, per noi, che tutti i
campus – e non solo quello delle Culture delle Donne - devono
essere contaminati dalla differenza di genere, sia attraverso la
presenza di studiose/esperte che in essa si riconoscono e sia
attraverso la previsione di uno spazio di confronto tra il campus
delle culture delle donne e gli altri quattro campus nella
programmazione della Festa delle porte
aperte sull’Amiata. In tale contesto sarà interessante anche
rilevare i tipi di reazione maschile (o anche l’assenza di
reazione) che ha ricevuto la proposta formulata da Lanfranco Binni
nelle pagine intitolate “Si potrebbe…”(vedi Il giornale di
Porto Franco, Maggio 2000), dove si invita gli uomini
partecipanti ai campus di ritagliare uno spazio temporale e mentale
per cominciare a riflettere (ed è l’ora!) sulle tecnologie di
costruzione del “genere maschile”.
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"PORTO
FRANCO. Toscana. Terra dei popoli e delle
culture"
è un progetto promosso e coordinato
dalla Regione Toscana, in collaborazione con le
Province, i Comuni, le Comunità Montane, le
Università, il mondo della scuola, le istituzioni
culturali e l'associazionismo.
Strumento della programmazione regionale, sostenuto
dalla legge regionale 29/2000 ("Interventi
finalizzati allo sviluppo di strategie
interculturali in Toscana"), si realizza
attraverso l'integrazione delle politiche culturali,
educative e sociali ad ogni livello istituzionale,
sull'intero territorio toscano.
Obiettivo generale
del progetto è la promozione di una cultura fondata
sui valori dell'incontro, del confronto e dello
scambio tra tutte le persone che vivono in Toscana,
indipendentemente dal sesso, dall'età, dalla
provenienza. La Toscana, forte della sua tradizione
di positivi incontri e confronti con culture diverse
nell'economia, nelle arti, nei modelli di società,
risponde alla sfida del multiculturalismo
sviluppando strategie attive di educazione alla
complessità e alle diversità.
Il progetto si rivolge all'insieme della popolazione
residente in Toscana, con particolare attenzione al
mondo della scuola.
Gli strumenti
principali per la sua realizzazione sono:
- una rete stabile di "centri
interculturali", diffusa sull'intero territorio
regionale, a partire da una prima rete di 60 centri
nel 2000, ampliata a 80 nel 2001;
- la produzione di nuovi saperi sui diversi terreni
del confronto interculturale, attraverso
"campus" tematici;
- programmi di manifestazioni teatrali, musicali e
convegnistiche;
- la produzione di strumenti didattici e di
informazione;
- interventi di comunicazione.
Con funzioni
consultive sull'insieme delle strategie
interculturali in Toscana, è stato istituito un
comitato scientifico internazionale del quale fanno
parte Luciano Berio, Remo Bodei, Rosi Braidotti,
René Gallissot, Armando Gnisci, Mondher Kilani,
Claude Jacquier, Stefano Levi Della Torre, Francesco
Margiotta Broglio, Predrag Matvejevic, Rigoberta
Menchu, Arianne Mnouchkine, Anna Maria Rivera,
Edoardo Sanguineti, Romana Sansa, Antonio Tosi.
Una rete di
"centri interculturali"
Una rete stabile
di "centri interculturali" costituisce un
obiettivo strategico del progetto regionale.
I "centri", ognuno con la propria identità
(centro di documentazione, centro donna, casa della
pace, casa delle culture ecc.) e in collaborazione
con gli enti locali, sviluppano programmi di attività
rivolti alla popolazione del territorio, con
particolare attenzione al mondo della scuola.
In generale, un "centro interculturale"
svolge funzioni di:
- spazio organizzato per l'incontro e il confronto
interculturale;
- luogo di educazione alla diversità e di sviluppo
della consapevolezza collettiva;
- situazione di ordinario e attivo incontro per
tutti, indipendentemente dal sesso, dall'età e
dalla provenienza.
La prima rete di
60 centri, istituita nell'anno 2000, sarà ampliata
a 80 centri nel 2001. In ogni territorio provinciale
sono stati istituiti nel dicembre 1999 "tavoli
di concertazione" per la programmazione delle
attività interculturali, ai quali partecipano la
Regione, la Provincia, i Comuni sul cui territorio
sono attivi "centri interculturali" della
rete di PORTO FRANCO, le/i responsabili dei
"centri interculturali".
I
cinque campus
I
"campus" di PORTO FRANCO sono strumenti
per la produzione di indirizzi teorici e
programmatici finalizzati all'orientamento della
società toscana in una prospettiva interculturale.
I primi "campus" realizzati nell'anno 2000
(26 luglio-13 agosto) sono stati dedicati a cinque
settori tematici (le culture della storia e della
memoria; le culture della parola e della scrittura;
le culture dell'abitare; le culture della religione;
le culture delle donne) e hanno coinvolto ca. 150
partecipanti, provenienti dal territorio toscano e
da numerosi paesi del mondo. Questi primi
"campus" hanno attraversato la Toscana
secondo itinerari legati ai temi affrontati,
concludendosi in un incontro tra i
"campus" sul Monte Amiata.
Nell'anno 2001 i "campus" si svolgeranno
in precise aree territoriali, coinvolgendo l'insieme
delle strutture e delle associazioni della società
toscana. I temi affrontati saranno: il confronto tra
generazioni; i linguaggi dello spettacolo; città e
territorio; le culture della salute; la Toscana nel
Medioevo.
Lanfranco
Binni
Coordinatore
di Porto Franco
Marzo
2000 |
Gli
obiettivi del campus delle donne
Gli obiettivi del campus sono quattro:
-
confrontarsi a livello locale/internazionale
sulla complessità delle culture delle donne;
-
portare ad unitarietà i contributi di tutti i
soggetti femminili per delineare una Toscana interculturale
rispettosa dei diritti di uomini e donne, siano essi autoctoni/e
o stranieri/e;
-
rafforzare la qualità interculturale delle
iniziative locali focalizzate su cinque temi: i
diritti a
Firenze, il teatro a Siena, il lavoro a Livorno,
la violenza a
Pisa, il rapporto tra donne e politica a Viareggio-Lucca;
-
rielaborare prodotti finali (centrali e locali)
utilizzabili sia dalle istituzioni che dai Centri
Interculturali.
Soffermandoci in particolare sul primo obiettivo,
il Gruppo regionale propone che il confronto a livello
locale/internazionale sulla complessità delle culture delle donne
avvenga su tre livelli :
-
Differenza sessuale. Primo
livello: differenze tra uomini e donne.
Asimmetrie storiche di genere: fallo/mancanza,
potere/dipendenza, pubblico/privato, stato/casa,
trascendenza/immanenza, ragione/emotività, parola/silenzio,
scienza/natura, storia/racconto, controllo/isteria, corpo
oggettivato/corpo sfruttato.
-
Differenza sessuale. Secondo
livello: differenze tra donne.
Differenze tra donne di tipo collettivo: differenze
collegate alla razza, alle istituzioni, alla religione, alla
classe sociale, al tipo di società in cui si trova a nascere e
vivere; differenze collegate allo associazionismo femminista,
alla relazione di genere, ai progetti politici, alle pratiche
sociali.
Differenze tra donne di tipo individuale: per esperienza,
per scelta sessuale, per professione, per livello di
rielaborazione della doppia presenza, per consapevolezza di
costruzione di saperi situati, per livello di mediazione tra
mondi maschile/femminile.
-
Differenza sessuale. Terzo
livello: differenze all’interno di ogni donna.
Ogni donna in carne e ossa è contemporaneamente:
Una molteplicità frammentata in se stessa
Una rete di livelli di esperienza
Una memoria vivente
Una genealogia incarnata
Comunemente si pensa che le teorie femministe rappresentino solo
movimenti di opposizione critica alle società patriarcali e
alla falsa universalità del soggetto. Da questo prospetto si
evince con chiarezza che l’espressione positiva del femminismo
contemporaneo è invece l’affermazione e la rappresentazione
di varie forme della soggettività.
Il soggetto femminista in questi ultimi decenni, come osserva
Sandra Harding, “si è reinventato come altro”. Non
è né vuole essere un altro soggetto sovrano, gerarchico ed
esclusivo, ma un’entità multipla, aperta, interconnessa. Il
problema è come legittimare e rappresentare la molteplicità
delle forme alternative della soggettività femminile senza
cadere nel relativismo, nella frammentazione. Pensiamo che il
punto di partenza del nostro confronto sia il riconoscimento
della parola donna come un contenitore semantico
generale che raggruppa diversi tipi di donne, diversi livelli di
esperienza e diverse identità; mentre il progetto è quello
della differenza sessuale, che vuol dire:
rifiutare l’omologazione imperante nei paesi
postindustriali occidentali
affermare le radici corporee
della soggettività
continuare a non separare la
teoria dalle pratiche politiche della relazione
Proponiamo che il confronto in
apertura del Campus delle donne inizi dall’analisi di una
provocatoria ma illuminante frase di Rosi Braidotti: “Definisco femminismo quel movimento
che lotta per cambiare i valori attribuiti alle donne e le loro
rappresentazioni scaturite dal tempo lungo della storia patriarcale,
ma anche dal tempo profondo dell’identità di ognuna. Il progetto
femminista, in altre parole, abbraccia sia il livello della
soggettività, nel senso dell’agire storico e del processo di
acquisizione dei diritti politici e sociali, sia il livello
dell’identità legato alla coscienza, al desiderio e alla politica
del personale. Esso copre sia il livello conscio che il livello
inconscio” (Braidotti, 1995).
|
LE
E
S P E R T E

|
| Graziella Borsatti
|
Sindaca di Ostiglia (Mantova), esperta di genere in campo
politico e istituzionale, collabora alla rivista "Via
Dogana".
|
| Laura Cappellini |
Psicopedagogista, esperta di formazione di genere per la scuola
dell’infanzia ed elementare, è consulente presso l’Assessorato
alla Pubblica Istruzione del Comune di Pistoia. Collabora da
anni con Laura Cipolloni e Anna Maria Piussi alla Rivista “Bambini”. |
| Celina Frondizi
|
Nata e vissuta in Argentina, esperta di genere in campo giuridico, oggi vive e lavora a Roma.
Ha scritto "Nuovi diritti di cittadinanza.
Immigrati." Ediesse, 2000
|
| Fatima Gallaire
|
Regista di teatro di
origine algerina, risiede a Parigi. Ha scritto 22 opere
teatrali tradotte in molte lingue europee e non. La sua
opera teatrale Les conspuses è stata trasmessa
da Rai 3 nell’aprile 2000. Nelle sue opere affronta i
grandi temi tradizionali: matrimonio, poligamia,
circoncisione, feste rituali, intolleranza religiosa. Ha
ricevuto nel 1994 il premio della Académie Française
per il complesso della sua produzione.
|
| Sandra Gil
|
Sociologa, di origine
argentina, ha lasciato il suo paese per lavorare come
ricercatrice presso l'Università di Madrid. E' una
studiosa dei problemi economici dei paesi poveri e delle
popolazioni migranti.
|
| Lidia Menapace
|
E' una delle voci
più significative della cultura delle donne, della
coscienza critica della sinistra, dei movimenti. Nata a
Novara, ha partecipato alla Resistenza, ha fondato il
"Manifesto" e il Pdiup per il Comunismo. Oggi
è protagonista della Marcia delle donne contro la
guerra e la povertà. |
| Luisa Morgantini
|
Parlamentare europea, ha
fondato l'Associazione "Donne in nero",
di cui è presidente, ai fini di combattere, con concrete
iniziative di solidarietà femminile, le guerre in ogni
angolo del mondo.
|
| Irma Nicasio
|
Abita e lavora nella Repubblica Dominicana. Esperta delle culture delle donne in ambito
caraibico, è a capo della
Direction General de Promocion de la Mujer di Santo Domingo.
|
| Maria Beatrice Perucci
|
Vive a Milano. Sociologa e documentarista, collabora alle
ricerche svolte dalla prestigiosa Società Gender Scrl. Ha
scritto, tra l’altro, Linguaggio Donna primo thesaurus di genere in
lingua italiana e La parità dei diritti in AA.VV, “Modelli
territoriali e differenze di genere”, Angeli,1994
|
| Melita Richter Malabotta
|
Di origine slava, abita a Trieste. Saggista, giornalista,
esperta di sociologia di genere e di cultura delle donne in
ambito balcanico, ha scritto, tra l’altro, L’altra
Serbia
(1991) e Conflittualità balcanica. Integrazione europea
(1993).
|
| Kadjouni Taye B Hanan
|
Saharawi, abita a Livorno.
Diplomatasi come infermiera professionale, oggi lavora
in un Centro Anziani della città toscana e invia il suo
salario a Tindouf, alla sua numerosa famiglia. Membro
del movimento femminile, è instancabile nel proporre la
causa del popolo saharawi che da decenni, privato della
patria da parte del Marocco, vive nel deserto.
|
| Pia Zuccolin e Francesca Cocco
|
Sono formatrici C.O.R.A. (Centri Orientamento Retravailler
Associati), esperte in progettazione e gestione di interventi
mirati all’inserimento/ reinserimento nel mercato del lavoro
di donne adulte, native e migranti.
|
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Tempi e organizzazione
Il campus delle culture delle donne, dal titolo “Femminismi e intercultura”
si svolge tra il 30 luglio e il 9 agosto per poi confluire nell’incontro
conclusivo fra tutti i campus sull’Amiata dal 10 al 13 agosto.
Il
campus inizia con un primo stage di 2 giorni (30-31 luglio, Spedale
del Bigallo, Bagno a Ripoli - Firenze). Seguono 5 incontri a livello
locale presso alcuni Centri
Interculturali Donna della rete di PORTO FRANCO: 1 agosto a
Firenze, con Associazioni Nosotras, Giardino dei Ciliegi,
Un tempio
per la Pace e Libreria delle Donne; 2 agosto a
Viareggio, con la
Casa delle Donne di Viareggio e il Centro Donna di
Lucca; 3 e 4 agosto a Livorno, con Commissione Pari Opportunità
e Assessorato alle Politiche sociali della Provincia, Centro Immigrate
CeSDI,
Centro Donna del Comune di Livorno, Centri solidarietà con il
popolo saharawi di Rosignano, Collesalvetti e Piombino; 5
agosto a Pisa, con Assess. alla Cultura del Comune, Commissione Pari
Opportunità della Provincia, Ass. Casa della Donna e
Associazioni di Immigrate; 6 agosto a Siena, con il Centro Iride
dell’Associazione Mara Meoni.
Si procede con il secondo e
conclusivo stage di tre giorni (7-8-9 agosto, Fattoria di San
Pancrazio, Bucine – Siena), nel cui itinerario è previsto
anche un confronto con le Commissioni toscane Pari Opportunità
regionale, provinciali e dei comuni capoluoghi, con la
partecipazione dell’Assessore alla Cultura della Regione
Toscana Mariella Zoppi e la Presidente della Commissione
regionale Pari Opportunità (7 agosto presso il Comune di
Pistoia).
Al campus partecipano 29 donne: 27
partecipanti più 2 conduttrici (Maria Antonietta Pappalardo e
Mercedes Lourdes Frias).
Le 27 partecipanti sono costituite da: 17 donne provenienti dai
10 Centri Interculturali Donne della Rete Porto Franco e dalle 4
Associazioni Immigrate formatesi ad Arezzo, Pisa e Pistoia (di
cui almeno 8 di origine straniera coerentemente con l’obiettivo
generale del campus), 1 presidente (Mara Baronti) della
Commissione Pari Opportunità Regione Toscana, 1 rappresentante
italiana (Maria Teresa Battaglino) del C.O.S.P.E. Toscano, 8
esperte di cui cinque straniere (residenti all’estero o in
Italia) e quattro italiane (residenti in Italia o all’estero).
Le esperte sono individuate - tenendo conto delle corrispondenze
tra le competenze delle esperte e gli obiettivi del duplice
percorso politico e culturale prefigurato a livello progettuale -
dalle responsabili scientifiche del campus, Maria Antonietta
Pappalardo e Mercedes Lourdes Frias, sentite le proposte
formulate dal Gruppo Progetto Regionale del “Campus
delle donne”. A questo nucleo di esperte che partecipano al
campus in modo continuativo si affiancano figure significative
del femminismo italiano che partecipano alle singole giornate
itineranti.
Il ruolo delle esperte viene giocato su tre piani:
-
allargare il respiro del
confronto a livello nazionale e internazionale con l’apporto
di donne che lavorano fuori della Toscana e fuori dell’Italia
e che costituiscono riferimenti importanti per i movimenti delle
donne;
-
offrire un qualificato e specifico contributo
al dibattito sia rispetto ad ambiti di riflessione generale che
ad ambiti specifici (quali i diritti, la politica, la violenza,
il lavoro, la comunicazione) anche ai fini della costruzione del
prodotto finale.
-
costruire una serie di
rapporti nazionali e internazionali con donne significative che
possano fungere da ponte tra la Toscana e il resto dell’Italia,
tra Toscana e paesi stranieri ai fini di disseminare le buone
prassi di questo progetto sperimentale ma anche nell’eventualità
di poter redigere proficui accordi bilaterali con le istituzioni
estere.
I prodotti finali
I prodotti finali del Campus delle donne sono
realizzati su due livelli: a livello regionale e a livello locale. A
livello regionale il prodotto finale è
costituito da un'elaborazione scritta di quanto emerso durante gli
stage iniziale e finale, nonché da un filmato di 20 minuti che
dia il senso di quanto detto, discusso e vissuto.
A livello locale i prodotti finali sono costituiti
da eventuali ricerche preparatorie al campus e dalle iniziative
programmate e realizzate dai Centri Interculturali Donne di
Firenze, Livorno, Pisa, Siena, Viareggio/Lucca in stretta
collaborazione con gli Enti Locali. Questa parte itinerante del campus,
infatti, prevede due modalità di intervento:
-
il momento del laboratorio a
tema, durante il quale tutto il campus approfondisce l’argomento
che risulta particolarmente legato alla storia, alle pratiche
del movimento femminile di quel dato territorio e allo sviluppo
delle strategie che quel Centro Interculturale Donne intende
mettere in campo;
-
il momento delle iniziative
collaterali, di tipo artistico, teatrale, musicale,
ricreativo, che possono essere finanziate e organizzate dagli
enti locali, dal sindacato, dalle banche, dalle organizzazioni
economiche o qualunque altro soggetto, sempre in collaborazione
con l’associazionismo territoriale.
Il livello locale del campus delle culture
delle donne è importante quanto il livello regionale, sia
perché fa sposare il globale al locale, la teoria alla pratica
della relazione femminista, il mondo accademico al mondo politico,
sia perché dà spazio alle capacità creative ed organizzative del
territorio, e sia, terzo elemento ma di primaria importanza, perché
chiama alla partecipazione tutti i soggetti collettivi e le singole
persone che in ogni angolo della Toscana oggigiorno si interrogano
sulle proprie paure dell’Altro/Altra da sé ma anche sul ruolo,
positivo, equitativo, innovatore, che ognuno può svolgere dentro il
meticciato di un mondo che si trasforma in meglio.
Alcuni prodotti del livello locale o loro rielaborazioni (relazioni,
mostre di foto, ricerche, pubblicazioni, video-cassette,
registrazioni) possono essere esposti o trasmessi con strumenti
tecnologici e mediologici durante la “Festa delle porte aperte”,
che sull’Amiata con gli altri quattro campus dal 10 al 13 agosto
concluderà l'intero percorso dei campus.

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Firenze agli
inizi del Novecento |
CAMPUS DELLE CULTURE DELLE DONNE
“FEMMINISMI E INTERCULTURA”
GIORNATA ITINERANTE N.1
FIRENZE, Sala del Consiglio Comunale - 1 agosto 2000
DONNE E DIRITTI DI CITTADINANZA
Obiettivo
Analizzare, a partire da situazioni concrete, l’intreccio
fra i diversi fattori che determinano la marginalità sociale,
politica, culturale ed economica delle donne, in particolare le
donne immigrate, attraverso un prisma dei diritti di cittadinanza,
partendo dalle diverse componenti che determinano tale condizione:
differenza di genere, provenienza etnico-nazionale, classe sociale.
Programma
Saluti di Alberto Brasca, Presidente del
Consiglio comunale di Firenze
Il campus verso la città: scopi, percorsi, prospettive, Mercedes
Lourdes Frias
Interventi
coordinati da Laila Abi Ahmed
- Le migrazioni delle donne viste dal sud:
caratteristiche, impatto nei paesi esportatori, azioni dei
governi.
Irma Nicacio, Sottosegretaria della Segreteria di Stato
della Donna, Repubblica Dominicana
- Immigrate e rifugiate in Europa fra razzismo e
promozione dei diritti
Celina Frondizi, giurista argentina
Ore 12
Lavoro di gruppo coordinato da Francesca
Moccagatta
Presentazione dei quattro casi che saranno
analizzati nei lavori di gruppo nel pomeriggio; la chiave di
analisi sarà secondo due grandi tipologie di approccio: donne
come soggetto e donne nel contesto familiare.
Ore 15
- I diritti della persona e la clandestinità.
Coordina: Celina Frondizi, giurista
- Condizione di immigrata, difficoltà di
autoprogettazione. Coordina: Francisca Frias, Ass. Nosotras
Firenze
- Sospese tra due mondi, due legislazioni.
Coordina: Francesca Moccagatta, Libreria delle Donne di
Firenze
- Prostituzione. Marchio indelebile? Percorsi
alternativi? Coordinano: Adelina Lacaj, Ass. Nosotras
Firenze
0re 16
Riunione plenaria
Sintesi dei casi analizzati, del dibattito e
delle proposte presentate nel lavoro di gruppo
Ore 17
ore 18,30
Intervento conclusivo
Mara Baronti, Presidente Commissione Pari Opportunità
della Regione Toscana

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Lucca |

Viareggio |
CAMPUS DELLE CULTURE DELLE DONNE
“FEMMINISMI E INTERCULTURA”
GIORNATA ITINERANTE N.2
LUCCA-VIAREGGIO, Villa Borbone - 2 agosto 2000
LA POLITICA DELLE DONNE
Motivazione
La Casa delle Donne di Viareggio e il Centro
Donna di Lucca, aderendo al Progetto “Porto Franco. Toscana. Terra
dei popoli e delle culture” promosso e coordinato dall’Assessorato
alla Cultura della Regione Toscana, si riconoscono come due dei
sessanta Centri Interculturali della Rete Porto Franco.
All’interno del Progetto, l’iniziativa del campus “Femminismi
e intercultura” riteniamo possa essere un valido strumento per
diffondere e rendere più praticabili la cultura e la politica delle
donne. Nei lavori di preparazione del campus abbiamo teso a ribadire
l’importanza del confronto e dello scambio tra donne per chiarire
meglio a se stesse e agli/alle altri/altre quale sia oggi nei fatti
la politica o le politiche delle donne e quali incidenza e
visibilità abbiano nel contesto storico attuale sia sul piano
istituzionale che sociale.
Poiché riteniamo che non vi possa essere una trasformazione reale
nell’incontro delle differenze se non si assume quella di genere
come trasversale a tutte le altre (tra popoli, tra generazioni) e
non ci si interroga sulla sua molteplice varietà, abbiamo deciso di
dedicare la giornata itinerante del campus che si svolge a Viareggio
proprio alla politica delle donne.
Obiettivo
Confrontarsi sulla politica delle donne: le differenze, i conflitti
creativi, le possibilità di scambio.
Metodologia
- Partire da sé
- Andare dal vicino al lontano
Programma
ore 9,30
Introduzione
Maria Antonietta Pappalardo
coordinatrici del campus Femminismi e intercultura
Presentazione
Ersilia Raffaelli e Anna Maria Furlan
Presidenti del Centro Donna di Viareggio e del Centro
Donna di Lucca
ore 10,30
Comunicazioni
La passione della differenza come pratica politica quotidiana
Graziella Borsatti, sindaca di Ostiglia (Mantova)
La politica internazionale delle donne: le donne afghane e la
violazione del corpo femminile.
Luisa Morgantini, parlamentare europea
Marcia mondiale delle Donne 2000: le donne libere da povertà,
guerre, violenza.
Lidia Menapace, giornalista
ore 12,15
ore 13,30
ore 16
ore 18
CAMPUS DELLE CULTURE DELLE DONNE
“FEMMINISMI
E INTERCULTURA”
GIORNATE ITINERANTI N.3 e
N.4
Livorno, Sala del Consiglio provinciale e Centro Cesdi - 3 e 4 agosto 2000
LAVORO E’:
NECESSITA’, LIBERTA’ , SOLIDARIETA’
Programma di giovedì 3 agosto
Mattina
Ce.s.d.i. (Centro Servizi Donne Immigrate), via degli Asili 35
Livorno
ore 9,30
Introduzioni
Sherazad Al Basha, Centro
Interculturale CeSDI di Livorno
Carla Roncaglia, assessora all’Istruzione e alle
Politiche sociali – Provincia Livorno
ore 10
Presentazione
Maria Antonietta Pappalardo, coordinatrice del campus
“Lavoro è: necessità, libertà, solidarietà. Il campus
itinerante di Livorno”
ore 10,30
ore12,15
ore 13,15
Le attività del Centro Interculturale Donne
saranno esemplificate attraverso l’esposizione di cartelloni e
materiali
Pomeriggio del 3
Sala Consiliare di Palazzo Granducale – Provincia di Livorno
ore 16
Laboratorio “Lavoro”.
Dal locale al globale
Parte prima: come valorizzazione del lavoro delle donne
Iniziativa della Commissione Pari
Opportunità della Provincia di Livorno
per l’emersione del valore e della complessità del lavoro
svolto dalle donne saharawi nelle tendopoli del deserto di
Tindouf, in Algeria
- con presentazione dello schema della pubblicazione
“Donne e uomini saharawi. I valori della vita quotidiana”
- con visione di diapositive, interventi, testimonianze
Partecipano
Autorità della Provincia di Livorno e del
Fronte Polisario
Le Associazioni per il popolo saharawi di Collesalvetti,
Rosignano, Piombino e Livorno
Bambine e bambini saharawi accompagnati da:
Kadjouni Taye B Hanan, Da Day Mohammed
Embarek, Enzo e
Giuliana Del Seppia
ore 18
Parte seconda: come memoria delle
genealogie femminili
Coordina Fiorella Chiappi,
psicologa
Presentazione del testo “Ritratti
di donne dall’età greca all’età contemporanea” a
cura di M. Antonietta Pappalardo, Commissione Pari Opportunità
della Provincia di Livorno, elaborato all’interno del Progetto
triennale di Aggiornamento/Ricerca/Azione sulla Storia delle
donne svolto in collaborazione con Provveditorato e con le
scuole della provincia
Omaggio di una copia del libro alle
partecipanti al campus e dibattito con le autrici:
Carla Cecchini Rocchi, Eleonora Chiti, Vita Maria Nicolosi,
Maria Antonietta Pappalardo e Maria Giovanna Papucci
Sera del 3
ore 21 Teatro di Villa Sansone
Spettacolo teatrale “Da Casablanca a Bibbona”
Regia: Valeria Paoli e Katia Cianci
Coordinatore responsabile: Emanuele Gamba
Interpreti: Donne del nuovo Centro Interculturale La Mezcla
(Associazioni Cesdi, Ars Nova, Tora-Tora,
Centro di ricerca e pratica teatrale)
Shahrazad Al Basha, Rosalia Gallardo Gonzales, Genta Lohja,
Kremilda Kaloshi,
Solange Dijenga, Samira Karoui, Flavia Ferretti.
Ideatrici: Elena Cecchi, Cristina Cianci,
Antonella Giuliani, Perla Macelloni, Flor Maria Trinidad
Il testo nasce dalla rielaborazione delle storie di vita delle
stesse partecipanti basata sullo insegnamento/apprendimento delle
tecniche di improvvisazione.
Lo spettacolo, che si inserisce nel “Laboratorio Lavoro” del
campus come esemplificazione di un lavoro creativo di comunicazione
interculturale tra soggetti, singoli e associati, femminili e non
solo, profondamente diversi, è stato promosso e finanziato dalla
Commissione Pari Opportunità della Provincia di Livorno.
|

Livorno, Teatro Goldoni, dove nel 1921
nacque il Partito Comunista |

Livorno, Viale Italia |
Programma di venerdi 4 Agosto
Mattina
Sala Consiliare di Palazzo Granducale – Provincia di Livorno
ore 9,30
Laboratorio “Lavoro”.
Livello globale.
Prima parte. Il lavoro: nodi teorici e verifica nella relazione
tra donne
Pia Zuccolin, formatrice C.O.R.A. (Centri Orientamento
Retravailler Associati)
Celina Frondizi, giurista, Madrid
Fatimah Gallaire, regista teatrale, Parigi
ore 11
Seconda Parte. Il lavoro nei luoghi difficili
dopo il break
Melita Richter, sociologa, saggista, Trieste
Graziella Borsatti, sindaca di Ostiglia (Mantova)
Irma Nicasio, Direction General per la Promocion de la Mujer,
Santo Domingo
Maria Pia Lessi, avvocata, Consigliera di parità, Difensora
civica, Livorno
ore 12
ore 13,15
Pomeriggio del 4
Sera del 4
Ore 21, Teatro Villa
Sansone
Spettacolo teatrale “Vendute”
|

Nadia Muhsen |
Liberamente tratto dal libro
“Vendute” di Zana Muhsen, narra una vicenda
realmente accaduta a due adolescenti inglesi vendute dal padre
yemenita ad una famiglia abitante sulle montagne dello Yemen.
Grazie alla loro madre, dopo anni di sofferenza Zana è
tornata in Inghilterra, ma la sorella Nadia - poiché non ha
voluto lasciare i tre figli - è rimasta in quel terribile
luogo.
La comunicazione nella piece teatrale è
fatta più di voci, suoni, gesti, movenze di “attesa di
contatto” che di dialoghi. |
Produzione: Associazione Compagnia DanzArte,
Parrana S. Martino (Livorno)
dal Progetto “Migrando. Oltre il velo dell’Islam”,
patrocinato da Porto Franco, Regione Toscana
Ideazione, adattamento e coreografie: Simonetta Ottone
Regia e interpretazione: Alessandra Carlesi, Simonetta Ottone
Percussioni dal vivo: Luca Brunelli Felicetti, Elisa Castagna
Parte teatrale fuori campo: Alessandro Arrabito
Luci disegnate da: Jacopo Aliboni, Eraldo Ridi
Montaggio sonoro: Gianluca Razzauti
Lampade create da: Eraldo Ridi
Assistente di produzione: Riccardo Demi Il testo nasce, infatti,
dalla rielaborazione delle storie di vita delle stesse partecipanti
basata sullo insegnamento/apprendimento delle tecniche di
improvvisazione.
Promozione: Commissione Pari Opportunità della Provincia di Livorno
|
Pisa, Borgo
stretto |
CAMPUS DELLE CULTURE DELLE DONNE
“FEMMINISMI
E INTERCULTURA”
GIORNATA ITINERANTE N.5
PISA, 5 agosto 2000
Auditorium “G. Toniolo” - Opera della Primaziale, Piazza Duomo
VIOLENZA SUL CORPO FEMMINILE: MODERNA, ANZI ANTICA
Programma
ore 9,30
Presentazione
del campus e del programma
Maria Antonietta Pappalardo, coordinatrice del campus
Fabiana Angiolini, assessora alla Cultura e alle Pari
Opportunità – Comune di Pisa
Laboratorio “Violenza sulle donne”. Riflessioni
“Il colore viola. Razza, sesso e diritti: donne del nord e di
molti sud”
Paola Bora, docente di antropologia filosofica, Università
di Pisa
“Sally, un progetto integrato per una violenza antica: la
prostituzione”
Anna Maria Tognetti, assessora alle Pari Opportunità –
Provincia di Pisa
“I Balcani. Nazionalismo e violenza sul corpo femminile”
Melita Richter Malabotta, sociologa, saggista, Trieste
ore 11
Laboratorio “Violenza sulle donne”.
Esperienze di lavoro sul campo
Elena Mezzetti, presidente dell’Associazione “Donne in
movimento”, Pisa
- l’esperienza della Casa di Accoglienza per donne immigrate;
- presentazione del Progetto Sally rivolto a donne dedite alla
prostituzione di strada e oggetto di tratta;
- testimonianza
Giovanna Zitiello, presidente Associazione Casa della Donna
- un percorso di donne contro la violenza
- dati e risultati del Telefono Donna e del Progetto Persefone
Consiglio cittadino per le pari opportunità
- donne e abuso sessuale
Carla Raimondi, operatrice del Centro contro la violenza
sulle donne, Modena
- la relazione come metodologia di lavoro con donne in difficoltà
e in disagio
ore 13
ore 15,30
ore 17
ore 17,30
Visita della città

|

Siena, Piazzetta Quattro Cantoni
|

Siena
Chiesa di San Domenico
|

Siena, nella piazza sta per avere inizio
il Palio |
CAMPUS DELLE CULTURE DELLE DONNE “FEMMINISMI E INTERCULTURA”
GIORNATA ITINERANTE N.6
SIENA, 6 agosto 2000
Cappella del Manto, Santa Maria della Scala, Piazza Duomo
TEATRO, LUOGO DELL’UTOPIA
LA DIMENSIONE DEL GESTO E DELLA PAROLA COME ESEMPIO DI INTERCULTURA
Motivazione
Il campus itinerante di Pisa è organizzato dal
Centro Interculturale “Mara Meoni” (Via Tommaso Pendola, 37
Siena) e dal Gruppo Interculturale “I.R.I.D.E.” (Migranti e
native per Innovare Relazioni Identità Desideri Etica) , che si è
costituito al suo interno e nella stessa sede.
Nella giornata del 6 agosto vogliamo proporre una riflessione sul
teatro come mezzo non solo di espressione, ma luogo vivo nel quale
è possibile stabilire una relazione tra identità profondamente
diverse e coniugare utopia e disincanto, togliendo entrambe dalla
dimensione di morte e cinismo in cui la cultura e la storia
androcentriche le hanno collocate.
Così, nella prassi del “partire da sé”, ognuna può rimanere
fedele a se stessa e allo stesso tempo, attraverso la narrazione
delle proprie emozioni e lo scambio del proprio immaginario,
concedersi all’altra in un incontro privo di squilibri di potere e
di colonialismi.
Programma
Mattina
Introduzioni
Albalisa Sampieri, presidente del Centro Culturale delle
Donne “Mara Meoni”, Siena
Lanfranco Binni, coordinatore del Progetto “Porto Franco.
Toscana: terra dei popoli e delle culture” - Assessorato alla
Cultura, Regione Toscana
Sonia Tsevrenis,coordinatrice del Gruppo Interculturale
I.R.I.D.E., Siena
Relazione
“Teatro: luogo dell’utopia: la dimensione del gesto e della
parola come esempio di intercultura”
Fatimah Gallaire, scrittrice di teatro algerino, Parigi
Confronto tra le partecipanti al campus delle donne con Fatimah
Gallaire,
coordinato da IRIDE
Temi per il confronto
“Le parole per dirci"
- Lingua materna
- né studiata né scritta; imparata con
le orecchie, l’udito, la vista;
lingua della tenerezza e dell’affettività (vezzeggiativi,
filastrocche, nenie);
- Lingua del colonizzatore
- lingua del potere e dello scambio, della
riscossa personale,
della intellettualità e della espressione scritta;
- Lingua acquisita
- lingua dello studio e del lavoro, della
responsabilità e
dall’immigrato della professionalità
- associazioni dispregiative
- pigrizia nell’apprendere nomi e cognomi del migrante;
pronuncia sbagliata; cambio di nome
- ignoranza della realtà e dei luoghi geografici di
provenienza
- rimozione della lingua di origine con conflitti psichici e
linguistici soprattutto nelle seconde generazioni;
- identità tra cultura di origine e cultura acquisita
sempre
rimessa in discussione.
“I gesti per raccontarci”
Donne straniere, donne altre, donne diverse, donne viaggiatrici,
raccontano distacchi, ferite, gioie, fatiche quotidiane,
ridisegnando il Paese dell’Utopia perduto per tutte, sapendo che,
nel momento in cui lo inventano, là costruiscono insieme il
presente.
Durante l’incontro saranno presentati alcuni brani tratti dallo
spettacolo teatrale “Il Natale di Halima” del Gruppo IRIDE,
interpretati da:
- Albalisa
- Aline
- Antonia
- Catherine
- Elida
- Giselle
- Halimo
- Seynabou
Pomeriggio
Incontro
delle partecipanti al Campus delle Donne e del Gruppo Interculturale
IRIDE con:
- Istituzioni di Siena, Poggibonsi e Colle Val
D’Elsa
- Centri Interculturali di Porto Franco
- Centri e Associazioni delle donne
- Centri sociali
- Immigrati e loro associazioni
- Cittadinanza
Bibliografia
IL LAVORO
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La banca del tempo, Angeli, Milano, 1996
- Barazetti D., Leccardi C., Fare e pensare.
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- Buttarelli Annarosa, Longobardi Giannina,
Muraro Luisa, Tommasi Wanda, Vantaggiato Iaia, La rivoluzione
inattesa. Donne al mercato del lavoro, Pratiche, Milano, 1997
- Laura Cappellini (a cura di), Educare alla
differenza, Dossier in “Bambini” Anno XV n.1 1999
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Le donne nel mondo 1970-1990. Statistiche e idee, 1991
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di Livorno, Dipartimento Scienze Sociali – Università di
Firenze, Doppia presenza, tradizione e innovazione in
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Feltrinelli, Milano 1996
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Libertà nel lavoro, n. 37 Maggio 1998
I DIRITTI DI CITTADINANZA
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- Balsamo Franca, Da una sponda all'altra del
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- Chiaramonte Zef, Noi veniamo dall'Albania.
Storie di vita, leggende, ricette, indirizzi. Sinnos,1992
- Crisantino Amelia, Ho trovato l'Occidente.
Storie di extracomunitarie, La Luna, 1992
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- De Bernart Maura, Di Pietrogiacomo Lucia,
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regionale del progetto "Porto Franco":
Regione Toscana Giunta Regionale
Dipartimento delle politiche formative e dei beni
culturali
PORTO FRANCO
Toscana. Terra dei popoli e delle culture
Via Farini 8 - 50121 Firenze
Tel. 0554382663-665-694
Fax 0554382703-2600
www.cultura.regione.toscana.it
e-mail:
l.binni@mail.regione.toscana.it
porto.franco@mail.regione.toscana.it
La segreteria regionale di PORTO FRANCO è
composta da:
Lanfranco Binni (coordinatore del progetto)
Alberto Doni, Elviro Lombardi, Piero Miniati
con la collaborazione di Ilaria Barontini, Sabrina
Lelli, Teresa Megale, Silvia Pallotti, Bettina
Picconi.
Il testo del Progetto e la relativa
bibliografia sono state curate da M. Antonietta Pappalardo per conto
dell'Assessorato alla Cultura - Regione Toscana.
Fonte: Regione Toscana, Assessorato alla Cultura,
Materiali Progetto
"Porto Franco 2000"
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La pagina è
stata creata e curata da Maria Antonietta
Pappalardo
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