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DOROTHY
PARKER
quando
l'ironia diventa arte della scrittura
New Jersey,
1893 - New York, 1967 |

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Qualcuno disse di lei che la sua vita fu un disastro e il suo talento lo
sperperò come una persona troppo ricca e irresponsabile sperpera il suo
patrimonio; qualcun altro invece che da donna partorì il suo talento
con lo stesso dolore con cui un uomo partorirebbe un bambino. Dorothy
Parker, nata Dorothy Rotschild nel New Jersey il 22 agosto 1893, aveva
grandi occhi da gazzella, occhiali da miope portati di nascosto, era
piccola e minuta.
“Aveva
il dono di trovare qualcosa di cui ridere nelle tragedie più amare
degli animali umani”, disse di lei Somerset Maugham. Dotata di
sarcasmo naturale, lo affinerà nel mondo del giornalismo che in quegli
anni era soprattutto il mondo delle riviste che lanciavano la Nuova Moda
e il Nuovo Stile di Vita, spregiudicato, aristocratico, snob e
sofisticato.
Giornalista
e scrittrice, in vita conosce la popolarità soprattutto grazie alle sue
battute che le guadagnano la fama di essere la donna più spiritosa di
New York. In sua presenza la gente non esce dalla stanza perché ha
paura di quello che potrebbe dire di loro. Fu una protagonista della New
York degli anni ‘20 raccontata da Fitzgerald: tanto alcool, fasto,
sperpero, grandi feste, charleston e sparatorie.
Un’adolescenza ricca, educazione raffinata, un codice severo di modi e
maniere. Dorothy è una studentessa brillante ma non molto ben vista
dalle suore proprio a causa del feroce senso dell’umorismo che allena
fin da bambina. Una volta, a scuola, le fu chiesto di spiegare cosa
fosse l’Immacolata Concezione. Rispose “un caso di combustione
spontanea”. Fin da piccola si sottrasse alle regole che vietavano
di andare al cinema, fumare, incontrarsi segretamente con i ragazzi, e
mangiare dolci fuori pasto.
Diplomata,
Dorothy si impegnò a diventare una Donna Nuova. Andò a vivere da sola,
inserendosi subito nel mondo delle riviste. Scrisse
regolarmente per "Vogue", "Vanity Fair", “Life"
e "The New Yorker". Il
suo primo lavoro è nella redazione di “Vogue” dove guadagna dieci
dollari a settimana scrivendo didascalie piene di inventiva: in una riga
ci dovevano essere la maggior quantità possibile di immagini e di idee.
La Parker, già bravissima a scegliere i termini “giusti”, affina le
sue qualità naturali grazie a questo lavoro. Più tardi sarebbe
diventata famosa come una donna capace di distruggere una cattiva
commedia o far deflagrare un ego grazie ad una sola, accurata parola.
Dopo un anno le viene chiesto di far parte della redazione di “Vanity
Fair”, che a quel tempo era più che un semplice giornale di moda, era
l’arbitro di eleganza della nazione. È “Vanity Fair” che fa
conoscere ai suoi lettori pittori e scrittori d’avanguardia come
Picasso, Matisse, Gertrude Stein, D. H. Lawrence e T. S. Eliot ed è
anche il primo magazine a riconoscere gli artisti americani neri.
Chiederle di far parte della redazione era un complimento. Le si stava
dicendo che era un membro effettivo dell’élite intellettuale della
nazione, quell’élite che stava creando un nuovo, sfrontato Stile di
Vita.
Dorothy
a soli ventiquattro anni aveva dimostrato di aderire alle regole del
momento, era “smart”, cioè spiritosa, furba, piena di brio e di
malizia, ma soprattutto non era “ordinaria” (cioè rozza e volgare),
né comune (cioè banale e conformista), due difetti imperdonabili per
quei tempi. Nel 1919 “Vanity Fair” assegna alla Parker una rubrica
di critica teatrale, un incarico che però dura un solo anno. Nel ‘21
partecipa alle manifestazioni per i due anarchici italiani Sacco e
Vanzetti.
Dalle nove di sera in poi era possibile trovarla all’hotel Algonquin
(che ancora oggi continua a godere della notorietà guadagnata allora).
L’albergo era situato nella zona dei teatri e perciò frequentato da
attori e attrici. Dorothy si incontrava con giovani recensori, critici,
giornalisti: molti di loro erano personaggi in ascesa. In comune avevano
una predisposizione immediata per tutto quello che era o sembrava
divertente. Gli piaceva pensarsi come Cavalieri di una Tavola Rotonda, e
il manager dell’albergo gliene procurò una. Si chiamavano solo per
cognome, un vezzo un po’ snob che tuttavia dava l’idea di quanto
poco in realtà sapessero gli uni degli altri. Dorothy più tardi disse
amaramente di quegli incontri: “La gente li ha romanticizzati. Non
erano giganti. Pensate a quelli che stavano scrivendo a quei tempi:
Lardner, Fitzgerald, Faulkner, Hemingway. Quelli sì che erano i veri
giganti. La Tavola Rotonda dell’Algonquin non era che un gruppo di
persone che si raccontavano barzellette ripetendosi che erano molto
belle. Era il momento terribile della battuta, sicché non era
necessario che dicessero cose vere... Quella gente della Tavola Rotonda
non sapeva un accidente. Credeva che fossimo degli scemi perché
andavamo a fare le dimostrazioni per Sacco e Vanzetti”.
A
quel gruppo non appartenne nessun grande scrittore o artista, a parte la
Parker. È qui che Dorothy conosce Edwin Pond Parker, suo primo marito.
Dirà di lui: “L’ho sposato solo per cambiare nome”. Stanno
insieme due settimane poi lui parte per la guerra. Al suo ritorno, dopo
quattro anni, Dorothy si ritrova davanti uno sconosciuto. Divorzieranno,
ma lei continuerà ad usare il cognome del marito che le piace più del
suo.
Esce la sua prima raccolta di poesie ,“Enough Rope”, che diventa un
best-seller. Nel 1923, dopo aver abortito, tenta di suicidarsi. È da
quel momento che comincia a bere e fumare troppo ed a usare il profumo
di tuberosa: lo stesso usato dagli imbalsamatori per nascondere
l’odore dei cadaveri. Vengono pubblicate due sue autobiografie che
consegnano in pasto al pubblico i suoi amanti, gli aborti, i tentativi
di suicidio, i debiti, il suo amore per i cani e i boa di struzzo. “Nessuno
sapeva bene che cosa in realtà accadesse a quella minuscola donna
terribile quando si ritirava in squallide camere arredate soltanto da un
tavolo e di un letto, in compagnia di uno o due cani, con una macchina
da scrivere che nessuno vide mai senza che fosse nascosta da un
asciugamano, in una cucina sempre vuota dove mangiava la pancetta cruda
piuttosto che tirar fuori un padellino per scaldarsela”, scrive di
lei l’americanista Fernanda Pivano.
Quando Dorothy lascia “Vanity Fair”, passa a far parte di quel
manipolo di scrittori che contribuirono a dare una fisionomia a “The
New Yorker”. I suoi racconti brevi vennero pubblicati sul giornale
irregolarmente dal ‘26 fino al ‘55. Almeno per quel periodo Dorothy
si sentì esentata dal produrre battute come quelle a proposito
dell’attore cow-boy Tom Mix: “Dicono di lui che cavalca come se
fosse una parte del cavallo ma non hanno mai specificato quale”. Il
suo secondo marito è l’attore e scrittore bisessuale Alan Campbell.
Vanno insieme a Hollywood e li, insieme, scrivono commedie. La loro
storia sarà un lasciarsi e riprendersi continuo fino alla morte di lui
nel ‘63.
Nel ‘30 riceve il premio O’ Henry per il racconto “Big Blonde”:
la storia di una donna che rimane prigioniera del suo atteggiamento
allegro e spensierato e che in realtà è una creatura insicura,
disperata e solitaria: quasi una sorta di autobiografia. Quando Dorothy
ritorna a New York ricomincia a bere. Nel ‘35 si getta in politica
legandosi ai radicali. Nel ‘37 va in Spagna come corrispondente di
guerra. I suoi articoli descrivono le azioni Lealiste (sostenute dai
sindacati, dai comunisti e dall’Unione Sovietica) e non quelle della
Falange (appoggiate dall’Italia fascista, dalla Germania nazista,
dall’esercito e dai latifondisti). Dorothy si era pubblicamente
dichiarata comunista e quando si formano i vari comitati e sottocomitati
di investigazione per le attività antiamericane si ritrova, insieme ad
altre trecento persone, in una lista di “sospetti comunisti”. Viene
condannata.
Oramai i produttori la boicottano, non riesce più a lavorare. Vive in
una squallida stanza d’albergo e riceve il sussidio di disoccupazione
dei poveri. Viene ricoverata in ospedale, la sua amica Lilian Hellman
riceve una telefonata in cui le si chiede di saldare il conto. Dorothy
due giorni prima aveva ricevuto un assegno di diecimila dollari.
L’amica gli chiede dove sono finiti e lei risponde di non saperlo. “E
sul serio non lo sapeva, diceva la verità. Voleva essere senza denaro,
voleva dimenticare di averne. L’assegno fu trovato nel cassetto della
sua scrivania assieme ad altri tre. Dopo la sua morte trovai quattro
assegni non incassati di sette anni prima. Non ha mai avuto molto, ma di
quello che aveva non si curava affatto”.
Nel ‘67, quattro anni dopo la morte del suo secondo marito, quasi
cieca, sola, schiantata dalla persecuzione politica, muore alcolizzata
nella camera di un piccolo albergo. Nel testamento aveva designato suo
unico erede Martin Luther King che verrà ucciso un anno dopo.
(Bianca
Medaccia)
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MADONNA
OVVERO
"COME TENERE LE REDINI DEL PROPRIO TALENTO E DELLA PROPRIA
VITA"
Bay
City, Michigan (USA), 16 agosto 1958

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Madonna Louise Veronica Ciccone nacque
il 16 agosto 1958
a Bay City, una piccola cittadina americana nel
Michigan, nei pressi di Detroit. Madonna è la terza degli otto figli
(quattro maschi e quattro femmine) di Silvio Ciccone e di Madonna Fortin.
Il padre Silvio è originario di Pacentro, piccolo centro abruzzese a
soli 10 km da Sulmona, nella provincia dell'Aquila, mentre la madre, con
la quale la piccola ha uno splendido rapporto, appartiene ad una
famiglia di origine francese. All'età di soli 6 anni Madonna rimane
orfana della madre a causa di un tumore al seno, allora male incurabile.
Frequenta scuole cattoliche, ma il suo rapporto con le suore è
difficile. Dopo il Diploma, grazie ad una borsa di studio continua gli
studi presso il Dance Departement dell'Universìtà dei Michigan.
Qui studia con Christopher Fiynn, figura carismatica e molto importante per
la vita della giovane Ciccone, nonché il suo primo insegnante di ballo.
Fiynn si rivelerà un personaggio indispensabile della vita di Madonna:
furono le sue insistenze ad incoraggiare Madonna a lasciare il Michigan
alla volta di New York.
Madonna parte per New
York con i "famosi" 37 dollari in tasca e tanta voglia di
emergere. Nella Grande Mela entra a far parte della prestigiosa Alley
Dance Troup e impara a suonare la chitarra, la batteria e l'organo e a comporre musica.
Costretta a posare nuda per sbarcare il lunario, forma
vari gruppi come i "Breackfast Club"", i
"Madonna", i "Modern Dance" e "The Milionaires".
Nessuna di queste bands raggiunge il successo sperato, è grazie
all'intraprendenza della ragazza che finalmente un produttore si offre
di pagare le spese per la registrazione di un nastro demo. Esce così il suo primo album:
"Madonna" nel 1983, che la lancia a livello internazionale.
Madonna fa moda: magliette strappate, scarpe colorate e calze al
ginocchio, il tutto adornato da crocefissi e altri "accessori"
religiosi.
E' nel 1984 che, sulla scia del
successo, Madonna partecipa alla sua prima vera esperienza
cinematografica con "Cercasi Susan disperatamente", accanto a
Rosanna Acquette e Aidan Quinn, incidendo il brano "Into the groove",
scritto insieme a Steve Bray, una delle figure a lei piu' vicine dai
tempi dell'Università. Il brano inciso per
il film di Susan Seilman avra' così tanto successo da convincere
Madonna ad inserirlo nel suo secondo album, "Like a virgin".
Questo e' l'album della consacrazione, oltre a vendere oltre 10 milioni
di copie, piazza nelle classifiche un singolo dietro l'altro: "Like
a virgin", la canzone-scandalo, il simbolo della liberta' sessuale
delle donne, il cui video ritrae Madonna in abito da sposa nel magnifico
scenario di Venezia, "Materia girl", "Dress you up"
e "Angel".
Nel 1985 parte per il suo primo tour negli Stati Uniti e in Canada: il "Virgin Tour", in cui
Madonna sfoggia una serie di look che entrarono subito a far parte delle
nuove tendenze. Esplode la "Madonnamania": milioni e milioni
di ragazze imitano questo look stravagante e gli atteggiamenti maliziosi
e provocanti mostrati dalla star. Durante le riprese dei video di
Material girl, conosce l'attore Sean Penn e scoppia l'amore che li
portera' alle nozze il giorno del suo compleanno, il 16 agosto, a
Malibu'. Nel 1986, dopo essersi trasformata
nella Marylin Monroe degli anni Ottanta, recita con il marito Sean Penn
nel film "Shanghai Surprise", che sara' un clamoroso flop ai botteghini.
Per allontanare questo insuccesso Madonna si impegna alla registrazione dei nuovo album
"True blue",
incidendo, tra le altre, "Live to tell", tema realizzato per
il "At close range" ("A distanza ravvicinata") che
vede protagonista il marito Sean. L'album è un successo planetario
avendo venduto oltre 20 milioni di copie in tutto il mondo, vincendo
svariati premi.
Il 1987
e' l'anno di "Who's that girl", per cui Madonna diventa Nikki,
la ragazza punk di questo film che si rivelera' una discussa prova
cinematografica. Nel giugno dello stesso anno parte alla volta del suo primo e maestoso tour
mondiale: il "Who's That Girl Word Tour", riscuotendo grande
successo in tutto il mondo e soprattutto in Italia, sua terra di
origine, dove incontra per la prima volta i parenti di Pacentro. Mentre la vita artistica va a gonfie vele, quella privata non è delle
migliori, tanto che si arriva al divorzio da Sen Penn. Accantonato il
matrimonio burrascoso con l'attore, Madonna torna ad occuparsi della sua
carriera artistica, debuttando in teatro con una commedia teatrale di David
Mamet, "Speed The Plow", una produzione di David Rabe's Goose
e Tom-Tom, ma questa volta il
successo non arriva.
Il 1989 e' l'anno della grande svolta.
Nel marzo esce l'album "Like a prayer" considerato da molti
critici musicali come "l'album pop che più degli altri si avvicina
all'arte". Nuovo album, nuovo look, grande successo, ma tantissime
le polemiche causate soprattutto dai suoi atteggiamenti giudicati
blasfemi e trasgressivi. Contemporaneamente al lancio dell'album firma
un contratto pubblicitario che la lega alla Pepsi Cola, per la quale
gira uno spot destinato alla visione mondiale, ma in seguito
alle polemiche suscitate dal video "Like a prayer" la Pepsi
decide di recidere il contratto. Nello stesso anno le viene conferito il
premio come "Mega artista degli anni '80", uno dei premi più
importanti e piu' ambiti della storia della musica contemporanea.
Nel 1990 arriva la sua prima vera e convincente interpretazione
cinematografica, nel film "Dick Tracy" che la vede al fianco
di Warren Beatty, protagonista e regista del film nonché suo nuovo
partner. Il film ottiene uno straordinario successo di critica e di
pubblico. Appositamente per il film Madonna realizza l'album "I'm
Breathless" contenente le canzoni interpretate per il film ed altre
ad esso ispirate. Tra i brani di maggior successo "Sooner or Later", canzone
vincitrice dei premio Oscar come "miglior canzone originale" e
che Madonna interpreta durante la cerimonia di consegna degli Oscar con
una straordinaria imitazione di Marylin Monroe. Dopo il ritrovato
successo cinematografico interpreta piccoli ruoli nei film: "Ombre
e nebbia" di Woody Allen e ne "I maledetti di Broadway".
Parte per il suo terzo tour, il "Blond
Ambition World Tour": una vera e propria celebrazione alla vita,
dove Madonna canta e balla in maniera sorprendente, su di un palco in
continua trasformazione. I costumi dello spettacolo sono dello stilista francese
Jean-Paul Gautier. Contemporaneamente viene definita dalla critica
"il fenomeno degli anni Novanta". Il tour viene continuamente
ripreso dal giovane regista e fan di Madonna Aiek Keshishan: il
risultato sarà il film documentario "Truth or dare" ("A
letto con Madonna"), che si rivelerà anche un grande successo al
festival dei cinema di Cannes, nonché uno dei film biografici piu'
visto nella storia.
Nel 1991 esce la prima raccolta del suoi successi,
"The Immaculate Coliection" uno dei best hits più venduti
nella storia della musica, che recentemente ha superato i 22 milioni di
copie nel mondo. La raccolta contiene anche due inediti, "Rescue
me" e "Justify my love", scritta con Lenny
Kravitz, nel
cui video interpreta una nuova Marylin, o una postmoderna Brigitte
Bardot, erotica al punto che MTV ne consente la
programmazione solo nel palinsesto notturno.
Il 1992 Madonna sigla un patto con la Time-Warner per
sei anni del valore di 60 milioni di dollari. Con questo accordo,
Madonna puo' fondare una propria etichetta, la Maverick, nominando come
manager il fidato Freddy DeMann. Dopo un inizio difficile, la casa
discografica entra nel jet set delle major grazie al lancio di artisti
del calibro di Alanis Morisette e dei Prodigy. L'anno inizia con una
nuova esperienza cinematografica: interpreta infatti una giocatrice di
baseball degli anni Quaranta nel film "A league of their own"
(Ragazze vincenti), di Penny Marshall, al fianco di Tom
Hanks, Geena
Davis e Rosie O'Donnell, partecipando anche alla realizzazione della
colonna sonora, con la romantica ballata "This used to be my
playground". Dopo pochi mesi, Madonna medita un'imponente strategia
che si rivelerà la più trasgressiva di tutte: con un'astuta mossa
pubblicitaria lancia un album "Erotica", che racconta tutte le
sue fantasie piu' intime, e pubblica un libro, "SEX",
interamente scritto di suo pugno e che contiene foto di nudo artistico
ai limiti della trasgressione realizzate dal famoso fotografo Steven
Meisel. Subito dopo interpreta il ruolo da protagonista nel film
"Body of Evidence" (Il corpo del reato), prodotto da Dino De
Laurtentiis, al fianco di Willem Dafoe, osceno al punto da essere
vietato ai minori di 14 anni. I singoli tratti dall'album Erotica sono:
"Erotica", "Deeper and Deeper", "Bad
Girl", "Bye bye baby", "Fever" e
"Rain".
Nel 1993 parte il tour mondiale il "Girlie Show", un vero
e proprio spettacolo contornato da scenografie provocanti ma al tempo
stesso ironiche, il tutto arricchito dagli splendidi abiti realizzati
dagli stilisti italiani Dolce & Gabbana. Nello stesso anno gira il
film "Snake eyes" (Occhi di serpente) di Abel Ferrara, che la
vede di nuovo protagonista e che riscuote grande successo di critica
alla mostra dei cinema di Venezia.
Nel 1994 con l'album "Bedtime
Stories" Madonna lascia i panni trasgressivi cambiando nuovamente e radicalmente look: indossa una
veste più romantica e raffinata, incarna le sembianze di una donna
artisticamente più matura. Questo cambiamento si nota anche nelle sue
nuove canzoni, dalle quali trapela un desiderio di maternità.
Dell'album fanno parte quattro singoli: "Secret", "Take a
bow", "Bedtime story" (scritta assieme a Bjork) e
"Human
nature" (una vera e propria risposta contro tutte le accuse mosse
dal periodo Sex-Erotica). Sempre nel 1994 Madonna prende parte a diversi
film in piccoli ruoli: "Giri 6-Sesso in line" (di Spike
Lee),
"Blue in the face" e "Four rooms" di Quentin
Tarantino e realizza un fantastico servizio fotografico per la campagna
pubblicitaria di una delle linee di Gianni Versace, suo grande amico (il
servizio viene realizzato dal fotografo Steven Meisel).
Nel 1995
realizza un nuovo album "Something to remember", nuova
raccolta, ma questa volta di tutte le sue ballate più belle con tre
pezzi inediti. Il 1996 e' l'anno che segna una svolta per la carriera
cinematografica di Madonna. Diventa infatti la protagonista del musical
Evita, al fianco di Antonio Banderas e Jonathan Price. Il film-evento diretto da Alan Parker
vincerà un
Oscar per la miglior canzone originale "You must dove me". Prima
dell'uscita del film Madonna porta a termine la sua gravidanza e, il 14
ottobre 1996, nasce Lourdes Maria Cíccone Leon, detta Lola, nata dalla
relazione con Carlos Leon, suo preparatore atletico.
Nel 1997 Madonna
decide di prendere una pausa, non tanto solo per suo volere ma piu' per
dovere nei confronti della piccola Lourdes in modo da dedicarle più
tempo. Nello stesso anno finisce la storia con il padre della piccola,
Carlos Leon, con il quale manterra' comunque ottimi rapporti. Il 1998 si
apre con un altro straordinario successo discografico: il nuovo album
"Ray of Light", coprodotto dall'astro nascente della musica
techno-dance inglese William Orbit. L'album balza nelle prime posizioni delle
classifiche mondiali vendendo oltre 14 milioni di copie e riscotendo
numerosi premi. Nei brani di "Ray of light" un'analisi
interiore, una ricerca di tranquillita' e una volonta' di scavare nella
propria interiorita'. Poco dopo lancia un nuovo singolo che diventerà l'hit
dell'estate '99: "Beautiful stranger", brano tratto dalla
colonna sonora dei film "Austin
Powers: the spy who shagged
me" ("Austin Powers: la spia che ci provava") diventa
la
canzone piu' trasmessa dalle radio europee della storia! Nello stesso
anno firma un contratto plurimiliardario con la casa dì cosmesi Max
Factor, realizzando diversi spot pubblicitari alcuni accanto dell'attore
italiano Roul Bova, scelto personalmente da Madonna; il contratto
prevede l'immagine di Madonna impegnata per circa due anni. Intanto
termina le riprese del nuovo film "The next best thing"
("Sai che c'è di nuovo?") al fianco di Rupert
Everett, suo
grande amico.
Nel 2000
Rupert Everett propone a Madonna la realizzazione della cover
di un vecchio brano di Don McLean del 1971 "American Pie".
Detto fatto: il brano, estratto dalla colonna sonora del film, diventa
un successo mondiale raggiungendo il primo posto in svariati paesi tra i
quali l'Italia. Nella soundtrack è presente anche un altro brano
inedito di Madonna: una bellissima ballata dal titolo "Time stood
still". In questo periodo Madonna vive una intensa love story con
il regista inglese Guy Ritchie. Il loro figlio, Rocco, nasce l'11 Agosto 2000
e i genitori si sposano il 24 Dicembre dello stesso
anno, a conclusione di un anno straripante di successi dopo l'uscita
dell'album "Music".
Il 2001 è
caratterizzato dal nuovo tour mondiale, il "Drowned World Tour
2001" che, dopo 11 anni, riporta Madonna in Italia. Il tour parte
dall'Europa, da Barcellona, nell'estate e registra ovunque il tutto
esaurito, bruciando i record di vendita precedentemente realizzati ed
incassando cifre colossali. Dopo la traversata oltre oceano, Madonna
conclude il tour e decide di prendere una pausa, durante la quale si
trasferisce definitivamente nella sua nuova casa di Londra con tutta la
sua famiglia e partecipa a delle serate mondane londinesi. A novembre
esce il suo nuovo greatest hits, il "GHv2" ("Greates Hits
volume 2"), contenente 15 brani di grande successo degli anni '90,
ma senza nessun inedito.
Nel 2002 Madonna ha ormai terminato le riprese
del suo nuovo film girato a Malta, in Sardegna e nella Costa azzurra. Si
tratta del remake del film italiano di Lina Wertmuller "Travolti da
un insolito destino…" con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato.
La regia del rifacimento e' affidata al marito Guy Ritchie; la parte
della Melato spetta a Madonna, mentre quella di Giannini a suo figlio Adriano
Giannini.
ROSINA
VANCARCEL
CARNERO
la
poeta peruviana

Rosina
Valcàrcel Carnero, Perù, poetessa e antropologa,
figlia del poeta Gustavo Valcàrcel,
ha vissuto i primi anni della sua vita in esilio; una esperienza questa
che, assieme ai temi legati alla lotta politica e al femminismo, è
presente in molte delle sue poesie.
Come antropologa ha pubblicato, tra gli altri, “Universitarios Y
Prejuicio etnico” 1998 e “Mitos, dominaçion y resistencia
andina” 1998.
La sua opera poetica comprende: “Sendas
del Bosque” 1996; “Navios” 1975; “Una mujer canta
en medio al caos” 1991; e “Loca como las aves” 1995.
Tutte le sue opere sono state pubblicate in Perù, a Lima.
Le sue poesie sono state tradotte in italiano da Gladys Basagoitia Dazza,
anche essa fine poetessa e pubblicate nell’antologia “Verso
l’Universo: Geometria della donna” 1993 e nella agenda 2000 “Povertà
e potere delle donne” pubblicate entrambe dal Comitato
Internazionale 8 Marzo, Perugia.
Altre poesie sono state
pubblicate nella rivista Collettivo
edita dall’ associazione culturale Atahaualpa, Firenze, nei numeri dal
maggio 1995 all’ agosto 1996.
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TRE POESIE DI ROSINA
VANCARCEL |
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RAGAZZA
OCCHI DI CARTA
Un amore nella mano è l’inizio
Ogni sogno è fedele Milena
Con la prima vodka
Un lato assale calmo
L’altro circola verticale
Nel mezzogiorno innevato
Ragazza occhi di carta
Cerbiatta d’ossidiana
Aroma di susina
La luna profana
Adone sul mare
Festa di streghe
Il tuo corpo trema
Spinetta rinverdisce
Il fiore fischia melodie
Vicino a tutto ciò che è nostro
Ragazza piedi d’angelo
Importa se cerchi di dimenticare
I latrati d’amore
Venere ha altri nomi come
Spade
Eros / Afrodite ecc
Balla
Sollevati e non tacere
Apri gli occhi un attimo
Figlia mi ascolti?
Sono con te
- Vecchio scudo sul tempo -
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DA “NAVI”
Tutto quello scritto appartiene a ieri
e la mia solitudine all’eterno
il tuo sorriso parla di luoghi a me sconosciuti
ma non degli attimi che verranno
È difficile scrivere
ma parlare lo è più
meglio sarebbe abbracciarsi
e confondersi tra i fiori
e gli animali
Dopo cantare diventa
semplice
Molte battaglie ci attendono
e so che non esiterai a partecipare ad esse
perché il mondo ha bisogno di te
Perché la vita lo richiede
e la nostra coscienza non è irreale
Ho fede in te
e in noi tutte.
QUANDO IL TEMPO ERA
SOLTANTO
Sotto le lenzuola grigie
di canna dolce odorava il nostro miglior segreto
quando il tempo era soltanto un folletto
mentre l’amata bambina dai capelli d’ambra
saliva chiassosa alle stelle
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GERTRUDE
STEIN
E
LO SPERIMENTALISMO DELLA PAROLA
Allegheny
City 1874 -
Neully-sur-Seine,
Parigi, 1946

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Gertrude Stein in quadro di Picasso |
Stein Gertrude (Allegheny City
1874 - Neully-sur-Seine, Parigi, 1946) è una
scrittrice statunitense. Di
ricca famiglia ebraica di origine tedesca, approdò alla letteratura e
all’arte attraverso una formazione di tipo scientifico, avendo
studiato psicologia sperimentale con William James e medicina, e in
particolare neurologia, alla Johns Hopkins University.
A partire dal 1903 si stabilì a
Parigi, dove visse, con il fratello Leo e poi con l’inseparabile Alice
B. Toklas, fino alla morte, a esclusione di un breve soggiorno
negli Stati Uniti nel 1937 per un ciclo di conferenze. Nella sua casa di
Parigi trovarono per molti anni un luogo e una ragione d’incontro
artisti e scrittori americani, da A. Copland a S. Anderson, da E.
Hemingway a F.S. Fitzgerald, rappresentanti di una generazione da lei
definita ironicamente «perduta», insieme al meglio dell’avanguardia
europea (Braque, Matisse, Picasso).
Audace sperimentatrice,
inventrice di una liberatoria asemanticità del verbale, la S. sembra
attraversare il linguaggio con la precisa scientificità di un ingegnere
della parola e del suono. Il suo sperimentalismo non è semplice rigetto
della tradizione, ma rivela piuttosto una attenta decostruzione attuata
con gli strumenti della psicologia e della neurofisiologia. La molla
latente della sua scrittura è la consapevolezza che la tecnologia
modifica i meccanismi percettivi della coscienza e, dunque, anche quelli
espressivi: primo, tra questi, la parola.
Già in Tre
esistenze (Three lives, 1908), nato dalla lettura di Trois
contes di Flaubert, il dettato apparentemente naturalista si spezza,
e l’attenzione al vissuto delle tre protagoniste si fa studio dei
ritmi e della sintassi del loro linguaggio, parlato e mentale. Con Teneri
bottoni (Tender buttons, 1914) la S. inizia la sua opera di
scomposizione linguistica, che annulla anzitutto il divario tra
letteratura e arti figurative e tra il codice di queste e il codice
della macchina. Così la scrittura si fa cubista al pari di una figura
di Picasso; la parola diventa suono ideogrammatico di sé stessa, oppure
ripetizione incessante (come nella sua famosa cifra linguistica: «una
rosa è una rosa è una rosa è una rosa») che destabilizza la linearità
del discorso.
E il «racconto» finalmente non
racconta più nulla. C’era una volta gli
americani (The making of Americans, 1925) non ci dice, per
esempio, come si sia formata, in realtà, la nazione americana; il
trattatello Come scrivere (How to
write, 1931) non ci insegna affatto a costruire un romanzo. E l’operina
Quattro santi in tre atti (Four
saints in three acts, 1929), musicata da V. Thompson, non traccia
agiografie di sorta.
Eppure è questo linguaggio
fortemente denotativo come quello del computer a costringerci a una
percezione primaria della realtà. È questa la parola-oggetto della pop
art e della pubblicità; questa la parola-suono di J. Cage. E in questo
rimescolare le categorie per rinominarle si rimescolano anche i generi
letterari. Se Teneri bottoni è al contempo prosa e poesia, l’Autobiografia
di Alice B. Toklas (The autobiography of Alice B. Toklas,
1933) — come poi L’autobiografia di tutti
(Everybody’s autobiography, 1937) — rappresenta un violento
scarto rispetto alla norma per il voluto intreccio d’identità tra la
scrittrice e la sua inseparabile compagna. E, ancora, la singolarissima Storia
geografica dell’America (The geographical history of
America, 1936) è più un monologo surreale in forma di trattato
filosofico che un saggio storico. L’approccio disincantato, spesso
finemente aggressivo, con cui la S. raggiunge il lettore, fa della sua
scrittura il coronamento, già «postmoderno», del grande realismo
della tradizione americana.
Fonte
della voce: Enciclopedia della Letteratura Garzanti (III ed. - 1997)
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