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SA
R A
KA
N E
LA REGISTA TEATRALE
IN LOTTA CON LA DEPRESSIONE
Essex (Gran
Bretagna), 3 febbraio 1971 - Londra, 20 febbraio 1999

Sarah Kane è nata
nell'Essex il 3 febbraio 1971.
I genitori erano
entrambi giornalisti e devoti evangelisti. Il padre era caporedattore
del Daily Mirror per l'area orientale, mentre la madre si
licenziò per accudire Sarah e il fratello. Sarah era intelligente, le
piaceva studiare, tifava per il Manchester United e contestava
apertamente la religione fino alla perdita della fede. Da ragazza fece parte di un gruppo teatrale locale, facendo la regista
di opere di Cechov e Shakespeare, marinando la scuola per poter fare
l'assistente regista in una produzione del Soho Polytechnic. Dopo il
diploma andò all'Università di Bristol per laurearsi in teatro e con
tutte le intenzioni di diventare attrice. In breve divenne molto
popolare tra gli studenti, animando la vita sociale e ludica
dell'ateneo, e vivendo con gioia la propria omosessualità. Ma
nonostante il talento di attrice e regista qualcosa lentamente la portò
verso la scrittura.
La prima opera teatrale da lei scritta fu Sick (1994), una serie
di tre monologhi rappresentati la prima volta a Edimburgo. Argomenti dei
tre monologhi erano lo stupro, la bulimia e la sessualità. Da Bristol si trasferì all'Università di Birmingham per seguire il
corso di drammaturgia di David Edgar, che però non le piacque ma
continuò a seguire per non dispiacere alla madre. Intanto stava
scrivendo Blasted. Il testo racconta di Ian, un giornalista di
mezza età che sembra dover morire e invita Cate, una ragazzina
ritardata nella sua stanza d'albergo per essere confortato nelle sue
ultime ore. La violenta e umilia finché fa irruzione un Soldato armato
che trasforma il luogo in un campo di battaglia bosniaco, fino allo
stupro del soldato sul giornalista e a un finale scandito da defecazioni
e cannibalismo.
Recitato alla serata conclusiva del corso, Blasted fu visto da
Mel Kenyon che chiamò Sarah a Londra e ne divenne l'agente. Nel gennaio
1995 l'opera fu rappresentata a Londra al Royal Court Upstairs per la
regia di James Macdonald, nell'ambito della politica di sostegno della
giovane drammaturgia inglese compiuta in quel teatro, suscitando
scandalo e polemiche di straordinaria violenza, e diventando una vera e
propria pietra miliare nel teatro inglese. "Non c'è dubbio che
qualcuno si domanderà se il denaro non sarebbe stato meglio speso in un
ciclo di terapia di recupero", scrive per esempio il critico
teatrale Jack Tinker sul "Daily Mail". In difesa di Sarah Kane
scendono Harold Pinter e Edward Bond che scrive: "L'umanità di
Blasted
mi ha commosso. Mi dispiace per quelli che sono troppo occupati o così
perduti da non riuscire a vedere la sua umanità. E come scrittore di
teatro sono commosso dall'abilità e dall'autorità di una scrittrice
così giovane".
Sempre in quell'anno Sarah firma il suo unico video, la sceneggiatura di
Skin, diretto da Vincent O'Connell e prodotto da British Screen e
Channel 4. Si tratta di un tv-movie di una diecina di minuti dedicato al
rapporto fra un naziskin e una ragazza nera.
Nel 1996 Sarah scrive Phaedra's Love, che lei stessa dirige al
Gate Theatre di Londra. Si tratta di una riscrittura moderna del mito di
Fedra, derivato non tanto dalla tragedia di Euripide quanto da quella,
ben più violenta e truce, di Seneca. Sempre per il Gate Theatre firmerà
in seguito un'altra regia, quella del Woyzeck di Georg Büchner,
il drammaturgo che nell'ottocento impose una clamorosa sterzata alla
drammaturgia con tre sole opere prima di morire giovanissimo, a 23 anni.
In questi mesi, Sarah viaggia in Europa sull'onda del successo di Blasted,
e nel 1997 viene in Italia, a Sesto Fiorentino, per la prima messa in
scena italiana dell'opera, diretta da Barbara Nativi per Laboratorio
Nove, nell'ambito del Festival Intercity. In quello stesso anno il testo
viene pubblicato da Ubulibri nel volume collettivo Nuovo teatro
inglese con altre opere di Mark Ravenhill, Jez Butterworth, Martin
Crimp e Philip Ridley (attualmente i suoi drammi, escluso Sick,
si trovano nel volume Tutto il teatro edito da Einaudi, a cura di
Luca Scarlini e con la traduzione di Barbara Nativi).
Nel 1998 va in scena al Royal Court, diretto ancora da James
Macdonald, Cleansed,
che proietta in un campus universitario un vero e proprio campo di
concentramento dominato dal dottor Tinker (il nome ricorda il critico
teatrale stroncatore di Blasted) che sevizia e tortura per il
proprio piacere.
A Cleansed fa immediatamente seguito Crave, scritto con lo
pseudonimo di Marie Kelvedon e portato in scena da Vicky Featherstone al
Traverse Theatre di Edimburgo sempre nel 1998. Qui quattro personaggi,
identificati esclusivamente da una lettera (A, B, C, M), intrecciano le
proprie storie, ancora una volta di violenze sessuali, identità
sconvolte, angosce e solitudini. Sarah la considerava la sua opera della
disperazione, mentre definiva le sue opere precedenti come
"positive": Blasted sulla speranza, Phaedra's Love
sulla fede e Cleansed sull'amore. E si stupiva perché il suo
pubblico interpretasse le prime tre come "depressive" e
l'ultima come un segno di speranza, quando per lei era decisamente il
contrario.
E infatti, tanto solare e serena compariva Sarah in pubblico, così
altrettanto devastata dalla depressione. Dopo Crave, nel gennaio
1999, si fece ricoverare al Maudsley Hospital a Londra, mentre ormai
all'esterno si stava celebrando il trionfo critico della sua opera,
paragonata perfino a Eliot. Ma la depressione ormai era arrivata a
livelli insostenibili, che Sarah riversa in 4.48 Psychosis, un
testo in cui un personaggio non identificato, rinchiuso in un ospedale
per depressione, confessa tutta la sua sete di vita e d' amore e
contemporaneamente la decisione di suicidarsi. Dopo aver scritto questo
testo, ingerisce 150 pillole antidepressive e 50 sonniferi. Ma viene
trovata in tempo e trasferita con urgenza al King's College Hospital.
Due giorni dopo, lasciata da sola per poco più di un'ora, viene trovata
impiccata nel bagno. Era il 20 febbraio 1999 e aveva appena compiuto 28 anni.
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JANE
AUSTEN
e quella
sottile seducente ironia
Steventon, Hampshire, 1775 - Winchester 1817

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Jane
Austin in un ritratto della sorella Cassandra |
"Il suo straordinario talento le meritò le lodi di
quanti la conobbero".
E' questa l'iscrizione funebre posta sulla lapide di
Jane Austen, mito della letteratura inglese, scrittrice dall'elegante
stile narrativo, che, con intelligenza, grazia, arguzia, e
spregiudicata ironia tipicamente britannica, seppe mettere in
ridicolo i costumi della società del tempo.
Osannata e denigrata, accusata dai detrattori di
aver imbrigliato nel perbenismo il romanzo inglese, considerata da
amici e parenti come una zitella inaridita a caccia di marito, "la
più carina, la più sciocca, la più affettata farfalla in cerca di
marito che io abbia mai conosciuta", giudicata, invece, da
Virginia Wolf, "la più perfetta artista tra le donne "
per l'immortalità dei suoi libri, e definita da G.H. Lewes "Sorella
minore di Shakespeare", per l'enorme ricchezza di personaggi
che la sua fantasia seppe elaborare, Jane, attingendo dall'esperienza
personale, ambientò i suoi libri nel piccolo mondo della nobiltà
di campagna e della borghesia di provincia, ritraendo, sempre dal
punto di vista femminile, personaggi che ben conosceva e dei quali
coglieva sia il profilo psicologico che il comportamento sociale.
Penultima di otto figli, suo padre era rettore di
parrocchia, nacque a Steventon, nella contea dell'Hampshire, in Gran
Bretagna, il 16 dicembre del 1775, e morì a Winchester nel 1817.
Iniziò la sua educazione scolastica ad Oxford e la proseguì alla Abbey
School di Reading e poi, a soli undici anni, la terminò, proseguendo la
sua istruzione in casa da autodidatta, dichiarando in seguito con umiltà
e modestia: "Posso vantarmi di essere la donna più ignorante e
meno istruita che abbia osato diventare scrittrice".
La vita di Jane si svolse tutta fra le pareti domestiche, in un legame
molto stretto con Cassandra, la sorella maggiore, che costituì
anche la fonte più ricca ed attendibile di notizie sulla scrittrice. Le
due sorelle furono entrambe vicine al matrimonio, il fidanzato di
Cassandra fu assassinato, e quello di Jane morì prima di poter
coronare il loro sogno d'amore, ma non si sposarono mai e vissero
sempre insieme, scrivendosi regolarmente, nei periodi di
separazione, delle lettere, molte delle quali distrutte dalla stessa
Cassandra, che se ne fece censore, per evitare che diventassero
pubbliche.
Per Jane Austen il successo letterario arrivò
tardi; i suoi primi scritti, parodie in forme letterarie,
genere molto diffuso all'epoca, risalgono al periodo fra il 1787 e il
1793, ma, vivente, vide apparire solo quattro dei suoi capolavori, in
larga parte, dedicati al matrimonio e all'amore; il suo primo romanzo
"Buon senso e sensibilità", fu pubblicato nel 1811, e
"Orgoglio e pregiudizio" nel 1813; seguirono poi "Mansfiel
Park" ed "Emma".
Raggiunta la fama, sia in Inghilterra ( il principe reggente, il futuro
Giorgio VI, addirittura in ognuna delle residenze regali aveva una
copia del romanzo "Emma"), che all'estero, mentre
componeva "Abbazia di Noarthanger" e "Persuasione"
(che, faticosamente, riuscì a completare), Jane contrasse una malattia
inguaribile, il morbo di Addison, e il 18 luglio del 1817, a soli
quarantadue anni, si spense tra le braccia della sorella Cassandra.
Il suo romanzo più famoso e più amato dal pubblico
di tutti i tempi, meritatamente considerato un capolavoro, portato
spesso anche sullo schermo, al cinema e in televisione, è sicuramente
"Orgoglio e pregiudizio";definito dall'autrice "Il
mio unico figlio adorato", narra la vicenda amorosa di
due giovani, divisi da incomprensioni dovuti ai preconcetti e ai
pregiudizi dell'ambiente provinciale nel quale vivono.
Ai tempi della Austen le fanciulle venivano
educate esclusivamente nella prospettiva del matrimonio, al quale
dovevano arrivare caste, e, una volta sposate, avevano l'obbligo di
garantire eredi, meglio se maschi, della cui educazione, però, non si
occupavano direttamente. Dovevano sempre comportarsi secondo le norme
del galateo, vestire in modo consono al proprio stato sociale, saper ben
conversare ma evitare di parlare di politica e di religione,
intrattenere gli ospiti suonando il pianoforte; i loro compiti
consistevano nella direzione della casa e della servitù e
nell'occupazione in opere caritatevoli. Inoltre, poiché allora
l'Inghilterra sovente era in guerra, per convincere i pochi uomini
rispettabili al matrimonio, evitando, così, alle figlie l'onta,
ed il peso, del zitellaggio, i genitori arrivavano ad offrire somme
enormi in dote. L'amore e il matrimonio, non erano, perciò libera
scelta, ma soggiacevano, soprattutto per la donna, ad un fitto intrico
di regole e convenzioni sociali, sapientemente ritratti in tutta
l'opera della Austen; in particolare, in "Orgoglio e pregiudizio",
l'autrice volle sottolineare quali fossero le vere caratteristiche
necessarie a garantire la riuscita di un matrimonio, e come la nobiltà
si rivelasse più nel comportamento che nell'educazione.
Attraverso la fine descrizione psicologica, ma anche
con acuta ironia, delle passioni e delle avventure dei protagonisti
della vicenda ( Elizabeth Bennet, intelligente, sagace e razionale,
Fitzwilliam Darcy, ricco e bello, ma anche snob ed altezzoso, Charles
Bingley gentile ed affabile, Jane Bennet, dolce e affettuosa, i coniugi
Bennett, mal assortiti, la moglie poco intelligente ed ossessionata solo
dal desiderio di maritare le figlie, Collins, l'arrampicatore sociale,
lady De Bourgh, zia di Darcy, snob come il nipote e convinta che la sua
condizione privilegiata le consenta di poter giudicare tutto e tutti, e
così via con tutti gli altri attori della storia), la Austen seppe
consegnare alla letteratura universale una galleria di personaggi che,
in ogni palpito, angoscia, comportamento, osservazione, in
un'incredibile varietà di sfumature, si rivelano ancora oggi
straordinariamente attuali.
(dal
libro, Donna non sol ma torna musa all'arte, di Francesca
Santucci, Edizione IL FOGLIO, II edizione novembre 2003)
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DORIS
LESSING
la
consapevoleza di essere una scrittrice
Kermanshah (Iran)
1919 -

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Nata nel 1919 a Kermanshah,
in Iran,
ha vissuto
fino a trent'anni nella Rhodesia meridionale; nel
1949 si è poi trasferita definitivamente in Inghilterra.
Nel 1949 Doris Lessing, trentenne con due matrimoni alle spalle e la
scelta difficile di lasciare il primo marito con due bambini, approda in
una Londra grigia, fumosa, devastata dai bombardamenti, povera fino alla
miseria. Dalla calda Rhodesia del Sud, dove un provvedimento governativo
di cui lei è all'oscuro la qualifica come indesiderabile per le sue
attività "sovversive" a favore della popolazione locale e
l'adesione al partito comunista, porta con sé Peter, cinque anni,
figlio di secondo letto e il dattiloscritto di L'erba canta, il suo
primo romanzo.
Londra rappresenta per lei l'uscita dall'ambiente provinciale e
ultraconservatore della colonia, dove è cresciuta insieme al padre
invalido e alla madre, una donna frustrata nelle sue ambizioni piccolo
borghesi dalla vita da pionieri in Rhodesia, vita che non le consente di
condurre l'esistenza mondana tanto agognata e che la lascia con bauli
pieni di inutili abiti da sera.
All'inizio degli anni cinquanta vivere in Inghilterra non è certo
facile per una giovane mamma sola con un bambino, soprattutto se, in
pieno maccarthismo, si professano idee e si frequentano ambienti di
sinistra, e se si devono fare i conti con la difficoltà di sbarcare il
lunario e con la determinazione, il desiderio e la convinzione di essere
una scrittrice.
Di Doris
Lessing Feltrinelli ha pubblicato:
L'abitudine di amare
(1959)
Il
taccuino d'oro (1964)
Il diario di Jane Somers
(1986)
La brava
terrorista (1987)
Se gioventù sapesse
(1988)
Il quinto figlio
(1988)
Racconti africani (1989)
L'altra donna
(1991)
Martha Quest
(1991)
Un
matrimonio per bene (1992)
Racconti londinesi
(1993)
Echi della
tempesta (1994)
Amare, ancora (1996) e, per la collana Traveller
Sorriso africano (1994)
Sotto la
pelle, Autobiografia (1997)
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